video suggerito
video suggerito

Rampelli: “Il Pd difende le piscine per sole donne, ma sono uno spazio di segregazione islamica”

Fabio Rampelli (FDI) critica il Pd per il sostegno all’iniziativa lanciata dalla Comunità Isamica di Roma e dalla piscina di Tor Tre Teste, che ad agosto avrà fasce orarie dedicate a sole donne.
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Alcune piscine in Italia hanno lanciato aperture tutte al femminile. A Roma la piscina di Tor Tre Teste nei mercoledì di agosto avrà fasce orarie riservate a sole donne, sia clienti che staff. L'iniziativa della Comunità Islamica di Roma ha suscitato polemiche, da una parte chi le sostiene come ad esempio il Partito Democratico, dall'altra chi la critica, come la destra. Fanpage.it ha intervistato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di spicco di Fratelli d'Italia, che sul tema ha parlato di sharia e norme islamiche.

In che senso parla di sharia e norme islamiche per quanto riguarda l'iniziativa nonostante non sia riservata a donne musulmane e non sia imposto nessun tipo di abbigliamento?

Parlo di sharia perché viene vietato agli uomini di entrare in piscina in determinate fasce orarie, per consentire alle donne musulmane di usufruire della vasca nelle modalità prescritte dalle norme islamiche. In pratica, siamo di fronte a una discriminazione di genere per motivi religiosi. Gli impianti, per quanto di proprietà privata, esercitano un’attività aperta al pubblico: come si può vietare l’ingresso a una categoria di persone? Si può fare, evidentemente, soltanto in ossequio e in genuflessione alla sharia. E per me è intollerabile che uno Stato laico si pieghi ai dogmi di una qualsiasi religione. E noi siamo e dobbiamo restare uno Stato laico.

Nella sua nota ha dichiarato "È veramente questo ciò che la sinistra vuole per la nostra Italia?", ma l'iniziativa è organizzata in collaborazione da due enti privati, di cosa è responsabile la sinistra?

La sinistra è la responsabile ideologica e culturale di alcune storture che stiamo vivendo in tutto l’Occidente, non soltanto in Italia. E non a caso il Pd ha difeso questa iniziativa. La proposta è a opera di due enti: uno è sicuramente privato, i proprietari della piscina, ma la Comunità islamica di Roma dovrebbe essere un ente di diritto pubblico che risponde alla legge italiana e non alla legge islamica. Il fatto stesso che l’iniziativa sia sulla loro pagina Instagram, fa capire come dietro ci siano motivi religiosi che vanno a ledere la libertà individuale di una categoria di persone. Dimostra la volontà di creare uno spazio di segregazione femminile e di esclusione maschile. Tutto il contrario dei principi promossi dallo sport, oltre che dai valori occidentali. La deriva ideologica della sinistra ha aperto enormi spazi di interpretazione nella società. Già nel 2000 l’allora cardinale Joseph Ratzinger preconizzava cosa sarebbe accaduto: "C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico". Oggi siamo vicini al punto di non ritorno, perciò chiedo alla sinistra se è veramente questo il futuro che immagina per l’Italia.

Non pensa che questo tipo d'iniziativa – neanche la prima di questo genere in Italia, a Roma lo scorso anno ha organizzato Corpi nell'Oblio, simile per finalità e gestione – possa essere un'occasione di libertà per le donne musulmane, che potranno andare in piscina con il costume che preferiscono?

Attenzione a questo passaggio: alle donne musulmane non è assolutamente vietato andare in piscina, né con il burqini né con il bikini. Siamo in Italia e l’Italia è una nazione libera. Se non vanno in piscina è perché la loro religione vieta l’incontro tra uomo e donna in circostanze simili. Qualsiasi attività aperta al pubblico è aperta a chiunque, senza distinzione di genere, etnia e religione. Questa è la conquista dell’Occidente dopo millenni di storia e di discriminazione verso donne, etnie, omosessuali e non credo sia giusto tornare indietro, con la risibile giustificazione del rispetto delle diversità. Se io mi convertissi all’islamismo potrei rinchiudere in un’area perimetrata da una rete le donne? Perché questo accade quando c’è il Ramadan. Avrei licenza di renderle schiave o di obbligarle al rispetto di Uisp, costumi, consuetudini stabilite dagli uomini e di eludere precetti costituzionali e leggi dello Stato? Quindi per far tornare l’Italia al Medioevo e modificare i rapporti uomo/donna o resuscitare una società patriarcale sarà sufficiente osservare il Corano?

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views