L’assurda polemica della piscina solo per donne in agosto. La comunità islamica: “Libertà di scelta per tutte”

Una piscina per sole donne, con anche tutto lo staff, segreteria e salvataggio, al femminile. È l'iniziativa annunciata lunedì 27 luglio dalla Comunità Islamica di Roma in collaborazione con la Piscina Tor Tre Teste, nel quadrante est della Capitale. Per tutti i mercoledì di agosto, dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 18.30 alle 20.30, la struttura privata sarà chiusa agli uomini. Un'attività che ha già suscitato polemiche e che ai microfoni di Fanpage.it il presidente della Cir, Ahmed Val, spiega più nel dettaglio: "Non stiamo parlando di una piscina solo per donne musulmane, ma aperta a tutte, senza alcuna distinzione di religione, origine o cultura", dice il presidente Val. "Per quanto riguarda l'abbigliamento – aggiunge -, noi abbiamo scritto chiaramente ‘vieni come preferisci': costume intero, bikini, burkini. La piscina è aperta a tutte le donne e ciascuna può venire vestita come vuole".
La Comunità Islamica: "Iniziativa per tutte le donne"
Nessuna limitazione religiosa o di abbigliamento, quindi, ma solo la voglia e l'esigenza di garantire uno spazio sicuro. "Ovviamente le donne musulmane sono parte di questa iniziativa perché c'è questa esigenza all'interno della comunità islamica – sottolinea Val -: tante donne, per motivi religiosi, preferiscono non esporsi davanti agli uomini". L'idea di riservare la piscina, però, è arrivata pensando a tutte. "Ci sono donne che per motivi di salute, personali o per brutti episodi del passato preferiscono stare in una piscina priva di sguardi maschili".
Con il caldo asfissiante, soprattutto nei quartieri di Roma Est in cui il fenomeno dell'isola di calore si fa sentire di più, all'interno della componente femminile della comunità è nata l'esigenza di uno spazio dove le donne possano avere la possibilità di entrare in acqua, rinfrescarsi, prendere un po' di sole e vivere un momento di relax in compagnia. Eppure, "come sempre, quando la comunità islamica fa qualcosa", dice Val, ne è nata una polemica. "Parliamo tanto di libertà di scelta, ma quando c'entrano i musulmani o le musulmane sembra che quella libertà venga meno".
Nessuna restrizione sull'abbigliamento: "Bikini o burkini è una scelta personale"
Proprio la chiusura agli uomini, nel progetto della Comunità Islamica di Roma, garantisce ulteriore libertà alle donne. "Anche per le musulmane, indossare il burkini oppure no è una scelta personale – spiega Val -. Noi, come organizzazione rappresentativa della comunità islamica, non pretendiamo da nessuno che venga vestita in un modo o in un altro. Una donna musulmana può venire in bikini oppure in burkini. È una scelta individuale. Quello che chiediamo è semplicemente che chi desidera venire con il burkini abbia la possibilità di farlo".

Piscina Tor Tre Teste: "Polemica inutile"
Inoltre, non c'è nessun accordo con il Municipio V, come invece riportato da alcuni med e per cui Val parla di "ricostruzione completamente falsa. Stiamo anche valutando eventuali azioni legali, perché abbiamo deciso che non si possono più accettare diffamazioni o discriminazioni". L'attività è organizzata presso la Piscina Tor Tre Teste, una struttura privata per cui è previsto un affitto. Da qui la necessità di una quota di partecipazione.
"Su Roma tanti centri ospitano allenamenti solo per donne o solo per uomini, quindi quando ci è stato proposto questo progetto abbiamo pensato perché no – spiega a Fanpage.it la responsabile della piscina, Bela Kalaj -. Troviamo questa polemica inutile. Nessuno si lamenta degli allenamenti di pallanuoto di soli uomini o dei corsi di sub in cui i partecipanti indossano la muta. Si sono attaccati al burkini, ma c'è scritto chiaramente che si può partecipare con l'abbigliamento che si preferisce", aggiunge Kalaj.
"Io vengo dall'Albania e per noi la convivenza con le altre religioni è molto importante e si vive con serenità. Ci è stato chiesto uno spazio acqua per le donne, ma non solo per chi è musulmana. Qui da noi la mattina vengono anche donne che hanno subito un'intervento e noi per loro abbiamo uno spazio riservato. Quindi non vedo nessuna discriminazione", spiega la responsabile, che risponde anche ad alcune accuse circolate sul web. "Sui social hanno scritto che la Piscina Tor Tre Teste è diventata islamica, mi sembra troppo. Cerchiamo di aprirci al quartiere e dare spazio alle sue diverse culture".