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Viterbo, scritta fascista “casa del Balilla” nel liceo intitolato al partigiano: il caso arriva al ministero

Durante alcuni lavori di ristrutturazione al liceo intitolata al docente partigiano Mariano Buratti di Viterbo è riaffiorata la scritta “casa del Balilla”. E il caso arriva dal ministro Giuli.
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Una scritta è riaffiorata nel corso dei lavori di ristrutturazione al liceo intitolato a Mariano Buratti a Viterbo. Dietro alle impalcature, sotto ai teli bianchi, è apparsa la scritta "Casa del Balilla": una scritta che, al termine del restauro, sembra essere destinata a tornare alla luce, ricordando a tutti la ragione per cui è stata costruita la struttura, come sede dell’Opera Nazionale Balilla nel 1931 che, sei anni dopo, ha ospitato la GIL, Gioventù Italiana del Littorio.

Nel dopoguerra, invece, il cambio di rotta e l'edificio diventa una scuola intitolata al docente partigiano Mariano Buratti, fucilato nel 1944 al Forte Bravetta. A lui, nel 1964, è stata intitolata la scuola.

La scritta dedicata ai balilla sull'edificio della scuola: la denuncia dell'associazione studentesca

A rendere nota la presenza della scritta fascista era stata, nei giorni scorsi, la Rete degli Studenti Medi. "Non si tratta di una svista o di un restauro conservativo neutrale – ha spiegato Lorenzo Colonna, Segretario Generale della Rete degli Studenti Medi di Viterbo – Venga immediatamente rimossa la scritta, restituendo allo spazio i valori della nostra Costituzione", ha spiegato dichiarando profondo sconcerto.

Per l'associazione studentesca non si è trattato di un intervento di restauro, ma di una riscrittura ex novo di una frase che era presente nel periodo fascista e che poi è stata rimossa nel periodo post bellico. "Le dinamiche dell'accaduto devono essere chiarite: è inaccettabile che su una scuola pubblica possano campeggiare scritte legate al periodo della dittatura fascista. Il Ministero e la provincia chiariscano quanto accaduto", aggiunge Simone Montori, Coordinatore Regionale della Rete degli Studenti medi del Lazio.

Le reazioni della politica

Appreso dell'accaduto, sono state molte le reazioni da parte della politica. Nessuna dichiarazione da parte dei rappresentanti di Fratelli d'Italia. Nel frattempo, però, sta montando la polemica. Nel pomeriggio di sabato 25 luglio si è tenuto un sitin davanti alla scuola per chiedere la rimozione della scritta. E, secondo quanto riportato da il Corriere della Sera, la questione sarebbe arrivata anche ai tavoli del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del direttore generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Fabrizio Magani. Nel frattempo, però, sono state presentate due interrogazioni parlamentari da parte di Avs e Pd.

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