Giornalista arrestato con la compagna per pedopornografia: non risponde al giudice e respinge le accuse

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Immagine di repertorio (iStock)
Il giornalista non ha risposto alle domande della giudice, ma ha reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse. Oggi l’udienza di garanzia.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande della giudice il giornalista quarantottenne indagato insieme alla compagna cinquantaduenne di Treviso, per i reati di violenza sessuale su minore in concorso, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Oggi c'è stata l'interrogatorio di garanzia davanti alla giudice delle indagini preliminari Angela Gerardi, durante il quale il giornalista ha reso delle dichiarazioni spontanee.

L'indagato ha preso le distanze dalle accuse che gli sono state rivolte, chiarendo le circostanze in cui ha conosciuto la compagna. L'uomo è assistito dall’avvocato Domenico Naccari, mentre la donna è difesa dall’avvocata Marta Labozzetta, che valuteranno se impugnare la nuova misura di custodia cautelare. Gli atti d'indagine saranno trasferiti alla procura di Venezia, competente per il territorio in cui si sarebbero verificati i reati contestati.

I primi risultati degli accertamenti forensi sul telefonino del giornalista

Nel frattempo, sono arrivati i risultati dei primi accertamenti forensi fatti sul telefonino del giornalista. Gli investigatori hanno trovato contatti con numeri stranieri e chat su Telegram sul telefonino. Scambi di messaggi con foto e video, che porterebbero alla luce una rete internazionale di pedofili. Un aspetto rispetto al quale gli investigatori sono al lavoro e le indagini sono in corso. Il giornalista è stato fermato alla stazione Termini mentre tornava da Bologna ed è stato portato nel carcere di Rebibbia.

L'inchiesta partita dalla denuncia dell'ex dell'indagata

L’inchiesta che ha portato alla luce presunte violenze sessuali su minori e un giro di materiale pedopornografico è partita dalla denuncia dell’ex compagno della cinquantaduenne indagata. Loro figlia ha trovato sul computer della madre foto sue e dei cuginetti di cinque e otto anni. Così ha raccontato tutto al padre, che ha sporto denuncia. I dispositivi elettronici di entrambi gli indagati sono stati posti sotto sequestro e gli investigatori li stanno passando al vaglio.

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