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Bombe carta, sequestri, torture con cesoie e liquido bollente: sgomitata la banda terrore di Ostia, 6 arresti

Sei persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione aggravata con uso di armi, tentata estorsione.
A cura di Redazione Roma
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I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia, hanno smantellato un gruppo criminale attivo sul litorale romano. Tre uomini sono stati arrestati e portati in carcere, mentre una donna è finita ai domiciliari con braccialetto elettronico. Altre due donne hanno invece l'obbligo di firma. Le accuse sono, a vario titolo, sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione aggravata con uso di armi, tentata estorsione. In più di un'occasione, secondo quanto ricostruito dai militari, avrebbero rapito delle persone, portandole in appartamenti o casolari per torturarle in modo terribile con armi, acqua bollente, cesoie. Talmente tanto era il clima di terrore instaurato dalla banda, che alcune delle vittime avevano lasciato il Lazio, cercando rifugio in altre regioni.

Le violenze sono andate avanti da luglio a novembre 2025. A far scatenare la violenza del gruppo è stata la sparizione di un borsone contenente soldi e orologi di lusso per un totale di un milione di euro. La borsa sarebbe stata affidata a una delle vittime, e a un certo punto non sarebbe stata più nella sua disponibilità, non si sa per quale motivo.Il gruppo avrebbe quindi deciso di vendicarsi, dando il via a una serie di attentati intimidatori: bombe carta venivano collocate sulle auto delle persone prese di mira e vicino alle abitazioni dei loro familiari. In un caso, alla fine di novembre, un’auto è stata completamente distrutta in un incendio doloso. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito quattro sequestri di persona, mentre un quinto tentativo sarebbe fortunatamente fallito.

Le torture sono state compiute in modo molto violento con armi da fuoco, cesoie, martelli, mazze da baseball, mazze di gomma e materiale ustionante. Tutte le persone coinvilete avevano paura e non volevano parlare, alcune di loro sono scappate di notte in altre regioni per non farsi più trovare. Le indagini, condotte tramite l'analisi del traffico telefonico e telematico, alle copie forensi degli smartphone e all'analisi delle telecamere di sorveglianza, ha portato a ricostruire il modus operandi della banda.

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