Faggeta Monte Cimino
in foto: Faggeta Monte Cimino

Oscillano sugli alberi le foglie d'autunno, pronte a staccarsi da un momento all'altro. Il poeta Giuseppe Ungaretti le ha paragonate alle vite dei soldati, che in guerra possono cadere sul campo di battaglia da un momento all'altro. E quando sono a terra le calpestiamo, ci passiamo sopra questo tappeto dai diversi colori. Dal rosso ruggine all'arancione scuro, passando per il giallo ocra. Non sono più verdi come d'estate, hanno meno acqua e meno sole che le colora. E allora si trasformano e poi abbandonano l'albero per dargli meno peso, permettendogli così di affrontare meglio l'inverno. Sembra una stagione povera quella dell'autunno. Nient'affatto. Già dal nome, che deriva dal latino augere, ovvero aumentare, si può vedere come sia un periodo ricco di frutti della natura e dell'uomo. Così è possibile girare nel Lazio cinque posti dove ammirare questo spettacolo della natura.

1. Faggeta del Monte Cimino

Dal 2017 la faggeta del Monte Cimino è patrimonio dell'Unesco. Trovare intatta una foresta secolare è una rarità e va preservata. A maggior ragione se è tra le più grandi dell'Italia centrale. Passeggiando poi tra gli alberi ci si può imbattere in qualcosa di inaspettato. Qui si può infatti trovare un masso enorme in perfetto equilibrio. Plinio il Vecchio lo considerava un “miracolo della natura”. Pesa oltre 250 tonnellate, è altro 3 metri e lungo 8. Si può anche provare a farlo oscillare utilizzando un bastone. E c’è anche un’incisione realizzata nel 1855 dal pittore Benedetto Panunzi dove si vedono persone che ci salgono sopra. Meglio però non provarci.

2. Pian della Faggeta

Guardare dall'alto gli alberi d'autunno permette di vedere tutte le sfumature di colori. Da quelli con tutte le foglie ingiallite ad altri che ancora ne mantengono alcune verdi. Offre questo paesaggio Pian della Faggeta a Carpineto Romano, che si può vedere dall'alto dei Monti Lepini. Nella piana è poi possibile sedere e mangiare qualcosa nelle aree attrezzate.

3. Parco San Liberato

Dal Canada al Giappone in un solo passo. Il Parco Botanico di San Liberato è stato progettato negli anni Sessanta dall'architetto paesaggista Russell Page proprio per offrire la massima varietà di piante. E qui è infatti possibile passare da un acero canadese a un ciliegio giapponese, oltre a trovare bambù, camelie e rose. “Non conosco luogo che emani magia come questo”, ha detto l'ideatore. Probabilmente anche perché da qui è possibile scorgere il Lago di Bracciano. Questo luogo non è però aperto al pubblico, ma solo per ricevimenti o matrimoni.

4. Bosco di Manziana

D’autunno l'abitudine è di andare a castagne. E tra i posti preferiti dai romani c’è il bosco di Manziana, dove si possono raccogliere funghi, raggiungere il prato camillo e passeggiare lungo la strada di mezza macchia per i più avventurosi nei sentieri. Ora è di 600 ettari, ma un tempo arrivava fino al Mar Tirreno. Tre querce, castagni e aceri selvatici, si possono anche trovare dei fenomeni della natura particolari. Sono le acque sulfuree della Caldara, costantemente a 20 gradi. Una rarità in un punto del genere, visto che di solito si incontrano più spesso nell’Europa del Nord.

5. Faggeta Monte Livata

Tra le faggete più grandi d'Europa c'è quella ai piedi del Monte Livata. È vicina a Subiaco e copre una superficie di oltre 3000 ettari. Non vi spaventate se incontrate cinghiali, cervi, lupi e anche caprioli: perché è la loro casa. Ma lo spettacolo principale sono gli alberi. Faggi, aceri e querce che sembrano toccare il cielo. Sono vicini uno all'altro, i loro rami si abbracciano, e quando il vento fa cadere le foglie, il terreno si colora di rosso. Un luogo non molto distante da Roma: basta poco più di un'ora di macchina per raggiungerlo.