Il cantiere in cui sono morti i due operai (La Presse)
in foto: Il cantiere in cui sono morti i due operai (La Presse)

"I due operai morti avevano l'imbracatura ma chi doveva verificare che fosse agganciata correttamente non lo ha fatto" ha spiegato Gianni Lombardo, della Fillea Cgil in merito all'incidente sul lavoro avvenuto stamattina in piazza Lodovico Cerva a Roma, in cui hanno perso la vita Paolo Pasquali e Stefano Fallone, rispettivamente di ventinove e cinquantatré anni. "Il lavoratore può anche commettere un errore, ma dev'esserci sempre qualcuno che sovrintende, un preposto o capo cantiere della ditta". L'imbracatura ha infatti un gancio che deve essere legato a una linea vita, che assicura il lavoratore in caso di caduta. "Il problema della sicurezza in Italia è già noto ed importante che nasce dalla formazione e dai controlli – spiega  Fillea Cgil – Due morti che si aggiungono a tutti gli altri negli anni non è cambiato nulla, la crisi negli anni ha peggiorato la situazione". Non è chiaro al momento dell'accaduto quante persone fossero di turno nel cantiere. A chiarire cosa abbia provocato la caduta sarà il magistrato e gli inquirenti che indagano sul caso.

I due operai morti dopo una caduta di venti metri

La tragedia risale alla mattinata di oggi, lunedì 20 luglio. Era poco prima delle ore 11 quando è arrivata la telefonata al Numero Unico delle Emergenze 112 per un intervento urgente in zona Vigna Murata. Secondo quanto ricostruito i due operai sono morti dopo aver fatto un volo di oltre venti metri, riportando ferite e traumi sui quali è stato impossibile intervenire nonostante i soccorsi del personale sanitario arrivato in ambulanza, che non ha potuto fare nulla per salvargli la vita. Sul caso la Procura indaga per omicidio colposo.