Da Casalotti al centro: “Quattro ore ogni giorno per andare e tornare dal lavoro: il tempo libero scompare”

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Il traffico all'altezza del bivio di Casalotti verso la metropolitana in una qualsiasi giornata di Diana.
“Due ore per andare, due per tornare e nel mezzo un turno di otto ore. Torno a casa che la giornata è finita: quanta vita ‘fuori’ mi sto perdendo?”, si chiede Diana.

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"Esco di casa alle 7 per un turno di lavoro che inizia alle 9. Da Casalotti a piazzale Flaminio sono poco più di tredici chilometri. In condizioni normali in automobile impiegherei neanche mezzora. Ma durante la settimana le tempistiche lievitano: a volte sono due ore ad andare e due a tornare. Lavoro per permettermi un tempo libero di qualità, ma quanto tempo libero mi viene sottratto soltanto per andare al lavoro?". A sfogarsi con Fanpage.it è Diana (nome di fantasia, ndr) che si trova ogni giorno a muoversi nel quadrante nord ovest della Capitale.

"È una situazione veramente insostenibile. Esco ogni giorno alle 7, 7.20 se sono in ritardo. Prendo la macchina e percorro tutta la via Boccea fino alla stazione della metropolitana di Battistini. Sono quasi 2 ore di cammino, con la zona totalmente in tilt per il traffico. E mi reputo anche fortunata, perché io ho un'automobile e posso muovermi in autonomia. Per chi viaggia sui mezzi pubblici i tempi si allungano ancora".

È questo, ad esempio, il caso di Piera, che già qualche settimana fa aveva raccontato a Fanpage.it ciò che vive ogni giorno. Ma si tratta di un'esperienza condivisa: per spostarsi da diversi quartieri verso il centro è necessario attraversare Casalotti. Come Casal Selce, da dove ogni giorno Simona parte per raggiungere piazza Istria, Valle Santa, dove vive invece Donatella preoccupata per il futuro del figlio che il prossimo anno frequenterà le superiori e Casal del Marmo, dove già il figlio di Serena ha impiegato due ore per arrivare a scuola a causa del traffico e di autobus che non passano mai.

Una volta arrivata in prossimità della stazione di Battistini i problemi non sono finiti. "Dopo essere rimasta in coda per almeno un'ora, il vantaggio dell'auto viene meno. E mi trovo a dover cercare posto per lasciare la macchina – aggiunge – Parcheggio lontanissimo perché i posti a Battistini sono molto limitati. E finalmente posso salire in metro dove, vista l'ora di punta e la tratta molto battuta, che attraversa la città facendo tappa nelle maggiori attrazioni del centro, mi ritrovo in metro dove tutti viaggiamo appicciati come sardine".

Il tratto peggiore, però, è quello del ritorno. "Nel verso opposto la situazione peggiora – ammette – Ma così come sono arrivata al lavoro devo anche tornare a casa". L'auspicio è che la situazione possa presto cambiare. "L'ideale sarebbe aumentare il numero di corse della metropolitana. Ma di recente oltre ai pochi treni sono anche più lente: i treni arrivano più tardi e più pieni. E nel frattempo anche le persone in attesa sulla banchina aumentano, tutte desiderose di salire dopo una giornata di lavoro. Sicuramente, però, il problema è a monte. Da Casalotti bisognerebbe aprire a nuove strade e rivedere tutta la viabilità. Quanto ancora possiamo aspettare sapendo che il nostro tempo libero non esiste quasi più, rubato dalle ore trascorse nel traffico in strada?"

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