Banda della minicar, nei filmati la sosta davanti a un locale prima dell’aggressione a Davide Iacopini
Una sosta in un bar prima di ripartire a bordo della minicar nera, riprendere ad aggredire pedoni e ciclisti e buttare giù dal monopattino con un calcio l'attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva all'ospedale San Camillo di Roma con un grave trauma cranico. Potrebbe essere successo anche questo la sera di lunedì 5 ottobre fra le strade del quartiere Monteverde. Il dettaglio emergerebbe da alcune riprese delle telecamere di videosorveglianza della zona. Una pista su cui indagano carabinieri e polizia locale, coordinati dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani.
La sosta al bar prima dell'aggressione a Iacopini
Sono una quarantina gli apparecchi di negozi, banche ed esercizi commerciali – sparsi nell'area fra Testaccio, Monteverde Vecchio e Trastevere – analizzati dagli investigatori. Secondo quanto riportato dal Messaggero, sarebbero operativi anche i Ris con alcuni software con cui provare a schiarire le immagini. Nel buio della notte ancora non riesce a identificare il numero di targa che porterebbe a una veloce individuazione del mezzo. Ma un dettaglio non è sfuggito. La macchinetta si sarebbe accostata davanti a un locale poco distante da via Anton Giulio Barrili, dove è stato aggredito Iacopini. Sarebbero in corso alcune verifiche sui dipendenti per capire cosa ricordano di quella sera, se avevano già visto la minicar e se conoscono i due giovanissimi a bordo.
Il cappello trovato a Ponte Testaccio
I due ragazzi, fra i 16 e i 18 anni, di cui uno biondo con i capelli a spazzola sarebbero responsabili di almeno cinque episodi divisi fra il 4 e il 5 ottobre. In uno di questi, avvenuto nella zona di Ponte Testaccio, avrebbero perso un cappello, ora messo agli atti e su cui potrebbero essere effettuati accertamenti tecnici nella speranza di ricavarne qualche elemento utile alle indagini.
C'è poi la pista che si è aperta con la denuncia, da parte di un avvocato di Monteverde, del furto di una minicar nera usata anche dai suoi due figli minorenni alle 20.30 circa del 5 ottobre, poco prima delle aggressioni a Iacopini e a una donna che pedalava su via di San Pancrazio. La possibilità che sia un tentativo di coprire i figli sarebbe tenuta in conto dagli investigatori, ma sarà necessario effettuare indagini approfondite.
Secondo intervento neurochirurgico e prognosi ancora riservata
Intanto Iacopini, per il cui ferimento si sta indagando per tentato omicidio, nella notte di venerdì scorso è stato sottoposto a un secondo intervento neurochirurgico. Si trova ancora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva "Shock e Trauma" del San Camillo. "Il paziente prosegue il decorso postoperatorio con una buona stabilità complessiva dei parametri vitali, compatibilmente con la gravità delle lesioni post-traumatiche iniziali" si legge nel bollettino medico diffuso lunedì 12 ottobre dall'ospedale. "L'operazione, eseguita dall'équipe della UOC Neurochirurgia diretta dal professor Riccardo Ricciuti, è perfettamente riuscita. Ancora necessita di un monitoraggio e di un trattamento intensivo massimale, che nei prossimi giorni verrà modulato ed eventualmente ridotto sulla base delle necessità cliniche. La prognosi rimane strettamente riservata".