“Abito a Casalotti, per andare al lavoro ci metto quasi due ore: ostaggio del traffico, col bus è peggio”
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"Percorro questa strada ogni mattina da oltre 10 anni, ho iniziato per andare al liceo, oggi per il lavoro. La stessa strada ogni mattina. Anche perché, se da Casalotti si vuole raggiungere il centro, questa è l'unica via fra cui scegliere". A raccontare la sua Odissea quotidiana è Piera che trascorre in auto almeno un'ora e mezza per raggiungere il centro ma che, quando si muove con i mezzi, può impiegare ancora più tempo.
"Per arrivare alla stazione della metropolitana più vicina e raggiungere l'ufficio in centro alle 9, devo partire almeno un'ora e mezzo prima: se vado con i mezzi pubblici devo calcolare la lunga attesa degli autobus. Se ho la disponibilità per andare in automobile, cambia comunque poco: devo calcolare, oltre al tempo del parcheggio, soprattutto il traffico che nelle ore di punta ci costringono a restare fermi in coda per un tempo indefinito. Difficile trovare orari senza traffico, soprattutto nei periodi in cui le scuole sono aperte".
"Oltre al traffico, anche gli incidenti: la strada è una sola ed è stretta"
"So quando esco dall'ufficio, ma non so quando rimetterò piede in casa", dice Piera, precisando che il problema è sia quando dal quartiere si vuole raggiungere il centro che viceversa. "In realtà la parte più congestionata dal traffico riguarda anche tutte le persone che percorrono la strada per raggiungere l'ingresso del raccordo. Mercoledì scorso rientrato proprio dal Gra e ho impiegato un'ora e mezza per un tragitto di 25 chilometri: i primi 22 di raccordo. Per i restanti, che dall'uscita Casalotti Boccea avrebbero dovuto riportarla a casa, ha impiegato quasi un'ora: quello è stato il tratto peggiore".
Perché succede questo? "Una volta usciti dal raccordo c'è il primo imbottigliamento. In più quel giorno c'era stato un tamponamento fra un autobus e un'automobile ed era completamente impossibile passare: siamo stati fermi per almeno una ventina di minuti, dopodiché l'autobus s'è leggermente fatto da parte e siamo riusciti a farci strada – spiega – Poi, a poco a poco che si va verso Casalotti, lungo la strada in salita, ho visto che le auto cominciavano a tornare indietro dalla prima rotonda: non ho capito cosa fosse successo, ma il navigatore mi dava tutto rosso". E non le è rimasto altro che restare ferma. Ancora una volta.
Piera bloccata in fila per tornare a Casalotti: "Una sola strada per andare ovunque"
Perché si crea così tanto traffico? Sono diversi i fattori che contribuiscono a creare il caos in questo quadrante di Roma nord ovest. "Hanno costruito le rotonde per provare a diversificare le direzioni: una facilita l'ingresso nella zona centrale di Casalotti, l'altra l'attraversa e porta ad altri quartieri, come Selva Nera e Selva Candida, ma anche Casal Selce. Il problema è che fino alle rotonde la strada resta sempre la stessa per tutte le auto – spiega – Mancano vie alternative: è sufficiente che ci sia un piccolo intoppo che può essere anche un leggero tamponamento, che tutto va in tilt e che già di per sé, se non ci stanno tamponamenti, è un caos".
Nella stessa serata di mercoledì scorso, inoltre, si è verificato un altro incidente: una persona investita davanti al supermercato Agorà. "In quello stesso punto sono avvenuti diversi incidenti simili e, soltanto nel 2026, sono morte due persone investite sulle strisce pedonali. Dopo la salita che porta in via di Casalotti, le auto accelerano. Poco importa che ci siano le strisce pedonali", spiega, accennando all'investimento di un'anziana e al terribile schianto di una Smart su due pedoni.
Auto in doppia fila davanti alle scuole, ma mancano i licei
"Inutile dire anche che quando piove sono diverse le strade che si allagano. Giovedì scorso si è anche nuovamente aperta una voragine davanti a un altro supermercato: poi l'hanno richiusa. Vedremo che succederà con il prossimo temporale – spiega – E poi ci sono le scuole. Dai nidi alle medie, però, per le superiori bisogna comunque spostarsi. Le persone aumentano, la strada è una. Costruiscono case e supermercati, ma non scuole superiori".
Ed è stato propio dalla fine delle medie che ha iniziato a percorrere quotidianamente quella strada. "Da quando ho iniziato il liceo, a 14 anni, era chiaro che la parte più faticosa sarebbe stato muoversi avanti e indietro per raggiungere la scuola. Mi svegliavo prestissimo ogni mattina e prendevo l'autobus alle 6.30: saltare la corsa mi avrebbe fatto arrivare in ritardo per l'inizio delle lezioni. Quasi due ore prima della campanella per meno di dieci chilometri di distanza: bastava ritardare di una decina di minuti per trovare traffico e restare bloccati". Da quei giorni sono passati più di dieci anni, ma la situazione è sempre la stessa.
"Resta il problema delle scuole: genitori si posizionano in doppia fila con le auto per accompagnare i figli. Lo capisco, non tutti possono andare a piedi, ma si crea una situazione di caos che alimenta il traffico già fortemente congestionato, soprattutto nelle ore in prossimità dell'inizio e della fine delle lezioni.
Muoversi con i mezzi pubblici da Casalotti: "Oltre al traffico, anche le lunghe attese"
"Di autobus se ne vedono pochi e quelli che si vedono sono spesso pieni. Non ne faccio neanche un problema di servizio: con tutto quel traffico sarebbe impossibile essere puntuali – spiega – Alle linee ordinarie si affiancano due straordinarie. Una è quella la 190 festiva che porta fino a piazza Venezia e che sarebbe opportuno, invece, tenere attiva ogni giorno. L'altra è quella Express, la 91. Express perché applica una riduzione sulle fermate, ma resta in coda come tutti gli altri veicoli".
Di recente, però, è arrivato il nuovo servizio Click Bus. "Mi è capitato di vederlo più di una volta, evidentemente ha una sua utilità. Ma se già gli autobus grandi e ordinari sono sempre pieni, come può aiutare un servizio che prevede l'uso di un veicolo più piccolo, mi chiedo – dice dubbiosa – Purtroppo qui l'assenza di una linea metropolitana si sente: anche le fermate già progettate sono comunque troppo distanti e non serviranno per diluire il traffico in questo tratto infernale di via Boccea".
"Le case aumentano, le persone che popolano il quartiere e quelli limitrofi (da dove, per raggiungere il centro, occorre sempre percorrere la stessa strada, ndr) pure. Nel frattempo aumentano solo i supermercati, ma mancano le scuole superiori. E la strada resta sempre e soltanto una. Alcune amiche hanno preferito andare a vivere in affitto pur di avvicinarsi al centro e al loro lavoro. Spero di non essere costretta a seguire il suo esempio, un giorno".