Prof accoltellata a Roma dallo studente 13 enne: sui social del ragazzo gli elogi all’attentatore islamofobo
Un odio cieco per un debito formativo considerato ingiusto e l'ispirazione alle modalità di attentati terroristici. Questo avrebbe mosso il ragazzo di 13 anni che nella mattina di ieri, venerdì 18 settembre, ha accoltellato una sua professoressa in una scuola media del quartiere Centocelle a Roma ferendola fra il seno e l'ascella, a pochi centimetri da organi vitali. Una rapida aggressione che sarebbe stata bloccata da un compagno di classe e che, senza questo coraggioso intervento, sarebbe potuta finire molto peggio.
L'aggressione con spray al peperoncino e una lama da 20 centimetri
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Roma Casilina, che nella giornata di ieri hanno sentito la preside e anche due studenti fra cui quello che ha fermato l'attacco, il ragazzo tredicenne avrebbe agito per la rabbia, covata silenziosamente, nei confronti della docente a causa di un debito formativo che proprio quel giorno avrebbe dovuto recuperare. Così sarebbe entrato a scuola e sarebbe andato direttamente in bagno per preparare l'aggressione. Non è passato dalla classe, dove alle 9 la professoressa l'ha segnato come assente. Alle 9.20 circa è arrivato con un coltello da sub con lama da 20 centimetri in una mano e una bomboletta di spray al peperoncino. In testa indossava un caschetto su cui aveva montato un sostegno per il proprio telefono cellulare per filmare e trasmettere in diretta su un gruppo Telegram l'accoltellamento compiuto con "occhi freddi e senz'anima" come ha detto la professoressa ai microfoni della trasmissione ‘Dentro la notizia'.
La diretta su Telegram e gli elogi sui social agli attentati islamofobi
Anche l'attività in rete del 13enne e, in particolare, questo gruppo su Telegram sono oggetto d'indagine dei militari, che hanno sequestrato il telefono. Su TikTok il ragazzo aveva pubblicato alcune storie in cui faceva il conto alla rovescia fino alle nove di venerdì mattina. Inoltre, sul suo profilo compaiono anche riferimenti ed elogi a Brenton Tarrant, l'autore degli attentati terroristici islamofobi di Christchurch, in Nuova Zelanda, del 15 marzo 2019. In quell'occasione Tarrant entrò in una moschea e nel centro islamico cittadino e uccise, a colpi di fucile e armi automatiche, 51 persone e ne ferì 89. Una strage che trasmise in diretta su Facebook utilizzando una telecamere montata sull'elmetto.
Le similitudini con l'aggressione di Trescore Balneario
Ma le modalità dell'aggressione ricordano anche quella del 26 marzo scorso a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, in cui a essere accoltellata da un altro 13enne è stata ladocente di francese Chiara Mocchi. "Esprimo sgomento per questo episodio incomprensibile, e vicinanza alla professoressa di italiano", ha detto Mocchi, ancora in convalescenza per le gravi ferite riportate quel giorno, quando venne colpita da uno studente nel corridoio della scuola. In quel caso una coltella mancò di pochissimo l'aorta. Anche lei fu difesa da uno studente prima di essere soccorsa dai colleghi. Anche in quel caso il 13enne diffuse l'aggressione in diretta su Telegram.
Valditara: "Impedire ai minori di 15 anni l'accesso ai social"
Fra i tanti messaggi di vicinanza alla docente è arrivato anche quello del ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato come, "oltre alla educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete, occorre impedire ai minori di 15 anni l'accesso a social e canali pericolosi", ha dichiarato. "In tal senso, il Kids Act della Commissione Ue va nella giusta direzione. Si devono stabilire regole chiare a tutela dei giovani e al tempo stesso, come stiamo già facendo, ripristinare nella quotidianità della vita scolastica il rispetto dell'autorità dei docenti e delle regole, la disciplina e il senso di responsabilità", ha aggiunto il ministro. Mentre il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha dichiarato: "Il gesto compiuto da un ragazzo così giovane ci lascia attoniti e deve interrogarci profondamente, come istituzioni e come comunità, sul disagio che possono attraversare i nostri ragazzi e sulla necessità di non lasciarli soli".
Anche la stessa docente, dimessa dall'ospedale con sette giorni di prognosi, si sta interrogando sulle motivazioni che hanno spinto il ragazzo a tutto questo: "Sarei anche disposta a incontrarlo, per farmi spiegare tutto quest'odio, questa rabbia verso di me, da che cosa deriva", ha detto ‘Dentro la notizia', aggiungendo di "aver perdonato" il 13enne.