Prof accoltellata da studente 13enne a Roma, i compagni: “Uno di noi l’ha bloccato, voleva colpirla ancora”
"Gli aveva messo un'insufficienza, la odiava". I compagni della scuola in zona Collatino a Roma commentano i fatti accaduti nella mattinata di oggi, venerdì 18 settembre, quando uno studente tredicenne ha spruzzato dello spray urticante sul volto di una professoressa di Lettere per poi accoltellarla. L'insegnanate ha riportato ferite lievi ed è stata trasportata all'ospedale Vannini in codice giallo. Il ragazzo ha cercato di riprendere l'aggresione in videochiamata. I carabinieri, che indagano sull'accaduto, coordinati dalla Procura dei Minori, hanno portato il giovane in caserma, per ascoltarlo alla presenza dei genitori.
"Ha aggredito la prof con un casco in testa"
Uno studente testimone ascoltato fuori da scuola ha raccontato all'Adnkronos che il tredicenne "è entrato per ultimo in classe, è andato in bagno, si è cambiato ed è tornato con un casco in testa sul quale ha messo un telefono. Si è avvicinato alla prof, le ha spruzzato lo spray al peperoncino, poi l'ha accoltellata ad un fianco e l'ha colpita con due pugni".
Su TikTok le storie con il conto alla rovescia
A dare l'allarme sarebbe stata una delle compagne di classe "che uscita dall'aula a chiedere aiuto e ha urlato". Sempre secondo le ricostruzioni fatte dagli studenti, durante l'aggressione un altro compagno "ha trattenuto il tredicenne, impedendogli di colpire ancora la prof". Su TikTok il giovane aveva pubblicato alcune storie in cui faceva il conto alla rovescia. Presumibilmente per il momento in cui avrebbe pianificato di aggredire la professoressa.
Cgil Rieti Roma Est Valle Aniene ha definito l'episodio "un campanello d'allarme drammatico che non puo' essere derubricato a un caso isolato" commentano dal sindacato. "Viene da chiedersi cos'altro debba ancora accadere per convincere il Ministero dell'Istruzione e del Merito che la scuola si difende e si sostiene con risorse vere, con il rafforzamento della comunità educante e non con azioni puramente intimidatorie nei confronti degli studenti o con tagli, accorpamenti e la costante mortificazione del personale docente.
Siamo di fronte al fallimento politico e culturale delle ricette securitarie adottate dal Governo in questi anni: dai pacchetti sicurezza al ‘modello Caivano', fino all'ipotesi di introdurre i metal detector negli istituti. Misure che si sono rivelate del tutto inefficaci, incapaci di arginare la dispersione scolastica o di contrastare il bullismo e la violenza, sia quando si scaglia contro i docenti, sia quando sfocia in risse tra adolescenti".