Meeting neonazista a CasaPound, il Pd annuncia un’interrogazione a Piantedosi: “Chiarisca cosa sapeva”
"Il Governo smetta di fare finta di non vedere quello che sta facendo CasaPound e chiarisca quando intende finalmente procedere allo sgombero di via Napoleone III", questa la reazione dei deputati laziali del Partito Democratico dopo l'articolo di Fanpage.it che ha portato alla luce il convegno neonazista tenutosi nell'occupazione di estrema destra di Roma nella primavera di quest'anno. Un meeting organizzato dalla casa editrice e network politico del nazionalismo bianco statunitense Counter Currents, che diffonde idee apertamente razziste e antisemite. Lo sgombero di CasaPound è invocato anche da Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, mentre il Pd annuncia un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.
Meeting neonazista a CasaPound, il Pd annuncia interrogazione a Piantedosi
"Quanto documentato oggi da Fanpage è gravissimo e inquietante", si legge nella nota firmata dal capogruppo del Partito democratico alla Camera Chiara Braga insieme ai deputati Andrea Casu, Paolo Ciani, Michela Di Biase, Claudio Mancini, Roberto Morassut, Matteo Orfini e Patrizia Prestipino. "Nella sede occupata da CasaPound in via Napoleone III a Roma si è svolto un incontro internazionale riservato organizzato da Counter-Currents, network statunitense riconducibile al nazionalismo bianco, con la partecipazione di esponenti della stessa CasaPound. Una vicenda che trova riscontro nelle fonti pubblicate dagli stessi organizzatori e sulla quale il ministro Piantedosi deve fare immediatamente chiarezza. Presenteremo un'interrogazione parlamentare per sapere se il ministero e le autorità competenti fossero a conoscenza dell’incontro e della presenza in Italia dei partecipanti stranieri e quali attività di monitoraggio siano state svolte".
Alla condanna si aggiunge anche Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della Segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’associazionismo: "È gravissimo che nel cuore di Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, possano svolgersi incontri di questo tipo e consolidarsi relazioni tra l’estrema destra italiana e circuiti suprematisti internazionali. Quanto emerge oggi conferma la gravità di una situazione che non può essere ignorata né normalizzata – conclude Bonafoni -. Roma non può essere una zona franca per il neofascismo"
Avs: "Piantedosi dica se ha controllato nazisti entrati in Italia"
Duro anche Marco Grimaldi di Avs. "A Roma si sono riuniti nazisti americani e italiani dentro un palazzo pubblico occupato da 22 anni. Chiamateli col loro nome: antisemiti, suprematisti bianchi, razzisti. Non sono ospiti. Sono eredi del nazifascismo che oggi organizza la sua rete internazionale nella sede di CasaPound, in via Napoleone III. Il governo lo sa e li copre. Il Ministro Piantedosi deve dire se ha autorizzato, monitorato, controllato chi è entrato in Italia e le sue attività. È vergognoso che uno Stato antifascista permetta che un covo nazista ospiti vertici internazionali del suprematismo", dichiara Grimaldi, che aggiunge: "Lo sgombero è dovuto da vent’anni, per una ragione semplice: l’applicazione della Costituzione e lo scioglimento delle organizzazioni fasciste non sono opinioni nè opzioni, sono un obbligo. Basta complicità".
CasaPound rivendica: "Non abbiamo nulla da nascondere"
Il movimento politico neofascista, intanto, non si nasconde e rivendica: "A CasaPound parla chi ha qualcosa da dire. E dopo 23 anni di occupazione, iniziative, battaglie e presenza sul territorio, non abbiamo certo bisogno delle lezioni di chi oggi torna a gridare al lupo al lupo", dicono da CasaPound Italia, che accusa: "Questa ennesima speculazione serve forse a distrarre dall'ennesima difesa dei centri sociali e dei cosiddetti ‘buoni'? Da parte nostra parlano i fatti: in 23 anni CasaPound ha dimostrato, attraverso la propria attività politica e sociale, senza aver mai usufruito di finanziamenti pubblici sulle spalle dei cittadini, di non avere nulla da nascondere".