Trasporti a Roma nord ovest: “Mio figlio costretto a entrare a scuola in seconda ora: qui l’autobus non passa mai”

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“Due ore per arrivare a scuola, a meno di 6 chilometri da casa”, il racconto di Serena a Fanpage.it.

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"Chi può utilizza mezzi privati. Gli altri si affidano a mezzi pubblici che non passano mai. Mio figlio per andare a scuola ha impiegato due ore. Ed è stato costretto a entrare in seconda ora". Così esordisce Serena, che vive con la sua famiglia nel quartiere di Casal del Marmo, a Roma nord ovest. Come Piera che ha raccontato la sua Odissea quotidiana da Casalotti per arrivare al lavoropercorrendo l'unica via che collega l'intera zona al centro città, anche Serena spiega la sensazione di isolamento e abbandono che vive ogni giorno.

Per farlo, come già prima di lei aveva raccontato Donatella che vive a Valle Santa con suo figlio che il prossimo anno andrà al liceo, spiega cosa è successo nei giorni scorsi al figlio, costretto a entrare alla seconda ora dopo essere arrivato in ritardo. "Ha impiegato due ore per fare meno di 6 chilometri di strada: l'autobus non passava. Arrivato a scuola in ritardo, ha dovuto aspettare un'altra ora: è stato costretto a entrare in seconda ora".

Il racconto di Serena a Fanpage.it

"Anche io vivo a Roma Nord-Ovest e confermo che i mezzi pubblici sono una tragedia. In particolare abito a Casal del Marmo: l'unico autobus che passa qui è il 993 gestito da appalti esterni dell'Atac", facendo riferimento alla società Bis, Bus International Service, che si occupa delle linee un tempo gestite da Roma Tpl e che ha un appalto direttamente col comune di Roma sulle linee periferiche.

Fanpage.it ha già provato a contattare l'azienda per avere delucidazioni sulla situazione in corso, dopo aver raccolto la testimonianza di Arianna, costretta per via della lunga attesa a chiamare un taxi. Al momento, però, non abbiamo ancora ottenuto risposta.

La lunga attesa del figlio: "Le tabelle Atac mentono"

"Trovo assurdo che l’unico autobus che collega la zona passi ogni 23 minuti da tabella Atac – evidenzia Serena – Ma magari passasse davvero ogni 23 minuti!" Ad avere la peggio, nella sua famiglia, è il figlio adolescente, di circa 16 anni: "È praticamente intrappolato in casa perché questo maledetto autobus non passa mai! – spiega amareggiata – Soltanto la scorsa settimana è stato costretto ad entrare in seconda ora. A causa di alcuni turni subiti dal suo istituto, tutti i ragazzi sono stati dirottati in un'altra sede. Non avendo sufficienti aule per tutti, però, sono stati costretti a organizzarsi i turni".

Il suo era previsto per la tarda mattinata, ma quell'ora Serena e suo marito dovevano essere già in ufficio: "Lavorando, non avevamo la possibilità di accompagnarlo alle 11.30, così lui in maniera autonoma è uscito di casa alle 10.00 per la corsa programmata alle 10.23 – spiega – In realtà per raggiungere il plesso scolastico da casa nostra bastano circa 15 minuti, ma sappiamo che i tempi comunque si dilatano".

Le corse saltate e il ritardo: "Non è possibile: una tragedia vivere qui senza auto"

Chi vive in queste zone, come Serena, sa che per essere certi di arrivare in tempo occorre sempre giocare d'anticipo. Letteralmente. E uscire parecchi minuti prima di casa. "Ero tranquilla: se l'autobus avesse saltato la corsa delle 10.43, come è solito fare, avrebbe comunque potuto prendere quella successiva e arrivare in tempo". Ma qualcosa evidentemente è andato come non avrebbe dovuto. "L'autobus ha saltato la corsa prevista. E anche le due successive. È passato in fermata soltanto alle 11.30 e mio figlio è arrivato a scuola in ritardo, circa venti minuti dopo. Non l'hanno neanche fatto entrare subito e ha dovuto aspettare la campanella della seconda ora, alle 12.30, saltando la lezione di matematica", continua.

"Trovo assurdo e ingiusto che un ragazzo alla sua età non possa muoversi in tranquillità nel suo quartiere perché sotto scacco dei mezzi pubblici – spiega – Per non parlare di noi genitori in pensiero per un’attesa così lunga, sotto il sole cocente, visto che non c’è nemmeno una pensilina e senza un’app che comunichi i tempi reali di attesa dell’autobus. Se penso che dalle 10 di mattina che è uscito di casa è potuto entrare a scuola solo alle 12.30 mi viene istintivo paragonarlo ad un ragazzo che non vive a Roma: chi viene da fuori regione impiega meno tempo di lui. Invece stiamo a meno di 6 chilometri dalla scuola", conclude.

Poche infrastrutture, autobus fantasmi: ancora una volta, vivere a Roma nord ovest sembra essere tutt'altro che vantaggioso.

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