“Qui nessuno è straniero”, lo striscione compare anche in una scuola di Roma dopo il caso di Genova
"Qui nessuno è straniero". Questo lo striscione apparso fuori dall’ingresso della scuola elementare Di Donato di Roma. Non solo un messaggio d'inclusione, ma anche di solidarietà nei confronti dei bambini della scuola Daneo di Genova, dove uno striscione con le stesse parole è stato rimosso da agenti della Digos la mattina di venerdì 25 settembre. A spiegarlo è stata Ilaria Boiano, una dei genitori che hanno promosso l'iniziativa.
L'iniziativa della scuola del quartiere Esquilino
La Di Donato è situata nel quartiere Esquilino, dove vivono e lavoro varie comunità migranti. È una scuola frequentata da alunni provenienti da contesti diversi e l’iniziativa si inserisce in una mobilitazione più ampia portata avanti in questi giorni da una parte delle famiglie.
Nei giorni scorsi, infatti, alcuni genitori dell’istituto hanno inviato un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendogli di non firmare il decreto del governo sulla scuola. Secondo i promotori, all’appello stanno aderendo anche docenti, genitori e assemblee studentesche di altri istituti romani. Tra quelli citati ci sono le scuole elementari Pisacane e Mazzini, il liceo Plinio e l’istituto comprensivo Guicciardini. Lo striscione appeso fuori dalla Di Donato diventa così il segno più visibile di una protesta che, spiegano i genitori, sta cercando di allargarsi ad altre scuole della Capitale.
Alla Di Donato come alla Daneo di Genova
La frase riportata è la stessa che era scritta sullo striscione realizzato la settimana scorsa, con l'aiuto delle maestre, dai bambini della scuola Daneo di Genova in occasione della fiaccolata della pace. Anche in quel caso lo striscione era stato affisso all'esterno di un istituto multiculturale, situato nel centro storico, e reputato un modello di accoglienza e integrazione. Attorno alle 8:20 della mattina di venerdì, mentre genitori e docenti stavano accompagnando l'ingresso dei piccoli alunni, due poliziotti in abiti civili e con pistola nella fondina si sono arrampicati sul cancello per rimuoverlo strappandolo.