“Con la Termini-Centocelle chiusa è un incubo: da 12 minuti oggi impiego un’ora e mezza per fare 8 km”

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“Da 12 minuti a più di un’ora e mezza: dalla chiusura del trenino Termini-Centocelle anche andare al lavoro è diventato un incubo”.

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"Prima per andare al lavoro impiegavo dodici minuti. Oggi, da quando hanno chiuso la linea Termini-Centocelle, un'ora e mezza". A parlare a Fanpage.it è Cinzia che da anni per andare al lavoro utilizza i mezzi pubblici. "Abbiamo moto e automobile a casa, ma il trasporto pubblico è sempre stato una valida alternativa. Mi bastava meno di un quarto d'ora per arrivare dove volevo e dovevo, per lavorare ogni giorno. Ma da quando c'è stato l'incidente sulla linea Termini-Centocelle il trenino non passa più. E ogni minimo spostamento è diventato un incubo".

"Dopo l'incidente il trenino non passa più: per noi è un incubo"

"Da quando c'è stato l'incidente fra due treni, la linea ha smesso di funzionare". A un mese dal sinistro, nel quale due treni si sono sfiorati provocando il blocco immediato del percorso, nel mese di aprile l'assessore ai Trasporti Eugenio Patanè ha comunicato che la linea Termini-Centocelle non sarebbe più rientrata in servizio, facendo riferimento, però, come si legge nel sito di Roma Mobilità alla futura trasformazione della linea nella tramvia Termini-Tor Vergata, i cui lavori dovrebbero partire nel 2027.

Inoltre, nella stessa nota, viene espresso anche il possibile potenziamento di alcune linee su ruote, come la 105 che copre un percorso simile. "È vero, il percorso è simile, ma non uguale. Ma il problema non è soltanto quello. La Termini-Centocelle era un trenino storico, viaggiava su rotaia. Oggi chi si trova a viaggiare sulla linea 105, si sposta su ruote, in strada. E anche noi, che per una vita avevamo un percorso garantito lontano dal traffico, ci troviamo a sostare in coda, con attese lunghissime", spiega Cinzia.

"Da dodici minuti a un'ora e mezza per lo stesso tratto di strada"

"Quello su cui si muove la linea 105 è un quadrante escluso dalla metro: le persone che usufruivano del trenino erano tante. Ora resta la linea 105 a muoversi in quel quadrante, ma la situazione cambia. Prima per muoversi, ad esempio, io impiegavo 12 minuti di trenino che erano anche di sofferenza: gente accalcata, con il caldo. Ma erano poco più di 10 minuti, poi si scendeva", spiega Cinzia.

"Da quando è chiusa, però, le cose sono cambiate: per percorrere gli stessi 8 chilometri oggi impiego anche un'ora e mezza: la strada è una per tutti e tutte. Le condizioni di viaggio sono le stesse, ma i tempi sono più che raddoppiati. La frequenza che aveva quel trenino, che andava dai 5 ai 7 minuti, ovviamente non può essere garantita – continua – E ora la situazione sembra andare anche meglio: all'inizio, quando gli autobus utilizzati per coprire la linea 105 erano quelli a 9 metri e troppo pochi, non riuscivamo neanche a salire".

Il problema maggiore si registra la mattina. "All'ora di punta, la mattina devo uscire un'ora prima. Il pomeriggio, invece, per evitare di trascorrere un'ora e mezza a bordo me la faccio a piedi: cammino al massimo per venti minuti". Cosa ci guadagna? Più tempo. Che ogni giorno, nella vita quotidiana sempre di fretta, è tutto ciò che conta davvero.

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