Assembramenti a via del Corso, nei centri commerciali, nelle vie dello shopping. Nonostante i controlli delle forze dell'ordine e l'obbligo di contingentare gli ingressi nelle strade del centro, questo fine settimana non sembra che queste disposizioni siano state rispettate. E chi è capitato a via del Corso, e nelle vie limitrofe del centro storico, si è trovato in mezzo a una vera e propria bolgia. Per non parlare di quanto accaduto nel primo giorno di apertura del centro commerciale Maximo, nel quartiere Laurentina, con file di 500 metri per entrare da Primark e migliaia di persone assembrate all'interno della struttura. Scene che stanno facendo preoccupare il Comitato tecnico scientifico, che vuole l'introduzione del ‘numero chiuso' nel centro di Roma per evitare la calca da shopping. Lo ha dichiarato Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, in un'intervista rilascia a Il Messaggero. "Le regole ci sono – spiega – se via del Corso è piena, se una strada di un’altra città è troppo affollata, chiudiamo, numero chiuso".

Assembramenti via del Corso, numero chiuso nelle vie dello shopping

Per Miozzo chiedere ai cittadini di limitare gli spostamenti ed evitare di trovarsi in più di sei persone a Natale e Capodanno risulta alquanto strano se poi a via del Corso la gente si ammassa per lo shopping. "Diventa quasi ridicolo ribadire la corretta raccomandazione di non organizzare grandi cene tra congiunti, se poi per lo shopping hai la bolgia". "Quello che mi preoccupa di più è il mancato rispetto delle regole. Se vedi la fotografia della folla in un grande magazzino romano, ti viene da chiedere: di cosa stiamo parlando? Se questa è la dimostrazione, l’immagine, del poco rispetto delle regole di prevenzione della trasmissione del coronavirus, allora ti preoccupi. Non parlo solo di Roma, ma di tutte le città in cui ci sono episodi simili".

Le polemiche per gli assembramenti al Maximo

La scorsa settimana proprio l'apertura del centro commerciale Maximo ha sollevato un mare di polemiche. Assembramenti incredibili di migliaia di persone già prima dell'apertura, con le folle riversatisi all'interno senza alcun rispetto delle regole del distanziamento sociale. Questo nonostante la struttura avesse approntato tutto il necessario per evitare una situazione di questo tipo. Che però, con l'apertura di Primark proprio nel primo giorno del Black Friday, era praticamente inevitabile. Critiche sono state mosse non solo alla proprietà del centro commerciale, ma anche alla sindaca Virginia Raggi per averne consentito l'apertura. "Ognuno ha dei compiti specifici – aveva dichiarato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato – In questo caso la responsabilità è del sindaco di Roma. L'inaugurazione non andava fatta in quel modo, non andava autorizzata per quel giorno, cioè un giorno ‘topico' per gli esercizi commerciali (il Black Friday .ndr). Creare questi assembramenti è mettere benzina nel motore del virus e quindi, visto che noi vogliamo togliere benzina e non metterla, questo è un errore molto grave".