Chi è Mirco Ricci, il predator del pugilato finito in carcere per aver rapito un bambino per droga

Questa sera torna per l'ultimo appuntamento stagionale "Belve Crime", lo speciale interamente dedicato alla cronaca nera del programma scritto e condotto da Francesca Fagnani e in onda su Rai 2. Tra gli intervistati ci sarà anche Mirco Ricci, 35 anni, ex pugile professionista salito agli onori della cronaca per il sequestro di un bambino di 9 anni a scopo di estorsione, messo in atto con la complicità della madre il 20 aprile 2016. Per quei fatti Ricci ha scontato una pena di 11 anni e 10 mesi, tra carcere e domiciliari.
Cresciuto nella periferia Sud-Ovest di Roma, tra i quartieri di Bravetta e del Trullo, The Predator — così era conosciuto sul ring — è stato considerato per anni uno dei talenti più promettenti del pugilato nazionale nella categoria dei pesi mediomassimi, vincendo anche titoli prestigiosi. Ma le vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista hanno oscurato la sua carriera sportiva. Anche se ad oggi, il suo ritorno sul quadrato è stato annunciato dal promoter Davide Buccioni.
Mirco Ricci, promessa del pugilato nei mediomassimi
The Predator è cresciuto in una casa popolare nella borgata del Trullo, periferie Sud-Ovest della Capitale. Ha iniziato a boxare nella storica palestra Lupa Boxe, situata proprio nel cuore del quartiere del Municipio XI di Roma. Tra il 2011 e il 2015 ha collezionato diverse vittorie prestigiose: Il 21 febbraio 2015, all' O2 World Arena di Berlino, in Germania, Ricci ha sconfitto il pugile di casa Enrico Koelling, riuscendo a conquistare la cintura intercontinentale della World boxing association nella sua categoria. la Wba è una delle quattro principali organizzazioni internazionali riconosciute a livello mondiale nel pugilato professionistico. Così, al culmine della sua carriera sportiva, The Predator si è posizionato all'11esimo posto nel ranking mondiale della sua divisione, consolidando la sua reputazione di potenziale fuoriclasse prima che la vita di strada lo portasse all'arresto.
Ma è a ridosso della sua vittoria del titolo di campione italiano che cominciano i guai. Per questo bisogna fare un passo indietro: il 14 marzo 2014, al PalaPisana, l'impianto sportivo nell'omonimo quartiere romano, Ricci ha conquistato la cintura tricolore dei pesi mediomassimi battendo il friulano Nicola Ciriani. Soltanto quattro mesi più tardi, il 18 luglio dello stesso anno, l'ex atleta è riuscito a difendere il titolo, battendo lo sfidante abruzzese Lorenzo Di Giacomo allo Stadio Nando Martellini delle Terme di Caracalla. È quella stessa notte — poche ore dopo essere sceso vittorioso dal ring — che rimane vittima di un agguato vicino allo Stadio Olimpico, venendo colpito da due proiettili alla gamba.
Gambizzato a poche ore dalla conferma del titolo nazionale
Nella notte tra il 18 e il 19 luglio 2014, The Predator era a bordo di una Fiat 500 in viale dello Stadio Olimpico con alcuni amici e la fidanzata quando è stato affiancato da due uomini con il volto coperto a bordo di uno scooter. I due, per i quali ad oggi non si è riusciti a risalire all'identità, hanno fatto fuoco mirando alle gambe di Ricci, raggiunte da due proiettili. Subito il campione è stato trasportato al Policlinico Gemelli, grave ma non in pericolo di vita. Fin dalle prime ore, gli investigatori dei carabinieri hanno inquadrato l'episodio come un regolamento di conti o avvertimento legato agli ambienti della malavita capitolina.
Il nome di Ricci, nonostante i successi sportivi, orbitava già in contesti criminali romani: il 12 luglio 2014, qualche giorno prima della difesa del titolo nazionale, era stato arrestato con l'accusa di tentata rapina e aggressione, sospettato di aver aggredito a calci e pugni un uomo lasciandolo a terra sanguinante, mentre questi rientrava nella sua abitazione in zona San Paolo, a Roma. Il movente dello sparo è stato ricondotto dai militari a frizioni nel mondo dello spaccio o a debiti non saldati. La conferma indiretta è arrivata due anni dopo, quando il pugile è stato arrestato (e poi condannato) per il sequestro del bambino di 9 anni. In quest'ultimo caso, il movente accertato è proprio quello di un'estorsione per recuperare un debito di droga di poco più di 5mila euro.
Il rapimento del bambino per estorcere il pagamento della droga della mamma
Il sequestro di minore a scopo di estorsione è avvenuto il 20 aprile 2016, quando un bambino di 9 anni è stato prelevato all'alba nella casa in cui viveva con la madre, nel tentativo di estorcere alla donna il pagamento di un debito di droga. Il rapido intervento della polizia ha portato alla sua liberazione nel giro di 48 ore e all'arresto di Ricci, di sua madre, la 54enne Palma Condemi e di altri due complici: la sorella 30enne del pugile e una ragazza di 25 anni che aveva messo a disposizione la casa dove è stato nascosto il piccolo.
"Se non paghi non lo rivedi più. Lo ammazziamo", avrebbe detto The Predator alla madre del piccolo per telefono. Poi, alle prime luci della mattina si è presentato a casa sua, l'ha colpita con un pugno alle costole e le ha portato via il figlio. Tutto perché la donna gli avrebbe sottratto una partita di stupefacenti da 5.150 euro. A quel punto la mamma del bambino rapito, disperata, si è recata negli uffici della squadra mobile raccontando l'episodio agli investigatori. Le indagini della polizia hanno così portato a un residence in via di Val Cannuta, zona Aurelio, dove il bimbo era con la 25enne e il figlio di quest'ultima.
Il ribaltamento della condanna: da semplice estorsione a sequestro di persona
Tentativo di estorsione con minacce, ma non sequestro di persona. Così si era espressa la Corte d'Assise nella sentenza di primo grado dopo che la difesa di Ricci era riuscita a far cadere l'accusa più grave. Ma il 30 ottobre 2018 il processo d'appello ha ribaltato il giudizio, ripristinandola. Così, in quella data The Predator e sua madre sono stati condannati a 11 anni e 10 mesi di reclusione ciascuno. Pena che è poi passata in giudicato diventando definitiva, visto che la difesa ha diceso di non fare ricorso in Cassazione.
La vita di Mirco Ricci oggi dopo il carcere
Finito di scontare la sua pena nei primi mesi del 2026, Mirco Ricci non solo è tornato in libertà, ma è tornato attivo in prima persona su diversi canali social, per sponsorizzare il suo ritorno sul ring. Nell'ultimo mese, ha pubblicato a riguardo diversi contenuti, di concerto con il suo storico promoter Davide Buccioni. L'omonimo Buccioni Boxing Team ha annunciato ufficialmente il nuovo inizio dell'attività agonistica di The Predator con un post del 7 maggio sulla pagina Facebook ufficiale della squadra. Poi, ieri, la data del primo incontro: "Mirco back to fight: 18 Luglio sul quadrato. Presto la Location. Un ritorno di fuoco, tutti a bordo ring" recita il testo. La sua parabola, tra titoli sportivi e problemi giudiziari, questa sera è protagonista dell'ultima puntata stagionale di Belve Crime di Francesca Fagnani.