Cavalli imbizzarriti sulla Colombo, indagato l’agente della polizia locale che ha acceso i fuochi d’artificio

È stato iscritto nel registro degli indagati l'agente della polizia locale di Roma Capitale che ha fatto imbizzarrire 35 cavalli durante le prove della parata della Festa della Repubblica lo scorso 29 maggio accendendo una batteria di fuochi d'artificio. Le ipotesi del reato sono lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose con l'aggravante della violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o pubblico servizio. Nel corso della fuga degli animali dall'area delle Terme di Caracalla a via Cristoforo Colombo sono rimasti feriti tre militari dell'esercito e una poliziotta.
L'agente aveva confessato di aver acceso la miccia
Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, è stato aperto dopo che lunedì 1 giugno è arrivata l'informativa dei carabinieri. Nel corso dei primi accertamenti, l'agente ha confessato di essere stato lui ad accendere la miccia della batteria di fuochi d'artificio. "Un'usanza malsana", ha commentato il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Mario De Sclavis. "Sono tutti ragazzi che vivono insieme per un mese, fanno le prove e la sera della fine delle prove festeggiano questo periodo con un momento conviviale, da qualche anno è stato aggiunto lo sparo dei botti".
Altri tre colleghi avrebbero partecipato
Fra gli atti a disposizione dei pubblici ministeri ci sono anche video postati sui social e testimonianze di agenti e militari che hanno assistito al momento degli spari e della successiva fuga dei cavalli. Prosegue poi l'indagine interna della polizia locale con oltre dieci agenti sentiti. Oltre all'indagato, istruttore distaccato al Gruppo pronto intervento traffico nel corpo dal 2025 che quella sera avrebbe avuto compiti logistici, anche tre suoi colleghi sono sospettati di aver partecipato all'azione fra chi avrebbe autorizzato l'uso di petardi, chi avrebbe comprato le due batterie, una esplosa e l'altra no, e chi avrebbe incitato l'uomo ad accendere la miccia. Con il proseguo delle indagini questi potrebbero rischiare l'accusa in concorso per non aver fermato il collega.
Ci sarà poi da affrontare le prime denunce di richiesta risarcitoria per i danni alle vetture, che verranno valutati più avanti, e per i feriti. Le condizioni più gravi le hanno riportate una militare di 22 anni originaria di Catanzaro ma di stanza a Roma, dell’8° Reggimento Lancieri di Montebello e una poliziotta di 28 di Taranto, del 4° Reggimento. La prima ha riportato la frattura di alcune costole e la perforazione di un polmone, mentre la seconda un trauma toracico e varie contusioni.