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Cavalletti, tre persone arrestate per furto d’energia: fra loro anche Rita Delle Fave

Tre arresti per furto d’energia e varie denunce per truffa dopo i controlli nei bar Cavalletti, nelle salumerie e nelle panetterie della stessa società. In manette anche la titolare Rita Delle Fave.
A cura di Francesco Esposito
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Sono scattate le manette per tre persone dopo il maxiblitz nei negozi delle catene Cavalletti, Ricci e Buono come il pane. Gli arresti sono legati al furto di elettricità e fra questi c'è anche Rita Delle Fave, titolare del bar su viale Parioli, già denunciata dopo i controlli di carabinieri e guardia di finanza delle scorse settimane.

Ma nell'inchiesta della procura di Roma coordinata dall'aggiunto Giovanni Conzo ci sono anche varie denunce per truffa. Sospese le attività in otto locali collegati alla holding del fratello di Rita, Cristian Delle Fave. Dopo i primi controlli nel locale dei Parioli da cui è risultato un furto di energia da 360mila euro, le ultime ispezioni hanno toccato altri punti vendita della catena e di ‘Ricci' e ‘Buono come il pane', salumerie e panetterie. Nei controlli sono stati coinvolto anche i tecnici di Areti, Acea e Ispettorato del Lavoro per verificare se anche qui siano stati fatti allacci abusivi alla rete elettrice e idrica o siano stati impiegati lavoratori non in regola.

Controlli su negozi in tutta Roma

Gli investigatori sono entrati nei negozi dell'Eur, di Vigna Clara, di piazza Sant'Emerenziana al quartiere Africano e altri ancora. Tutti locali con insegna Cavalletti, Ricci o Buono come il pane e di proprietà della stessa società guidata da Cristian Delle Fave. La stessa che nel 2021 ha rilevato lo storico marchio nato su via Nemorense e divenuto famoso in tutta Italia e non solo per il millefoglie. Controllati i contatori e i dipendenti, molti identificati durante il servizio.

Terza serie di controlli su Cavalletti e gli altri negozi della società

Il primo ingresso delle forze dell'ordine, insieme ad Acea e Nas, nella pasticceria di viale Parioli è stato il 30 marzo. Seguito da un nuovo intervento una settimana dopo. Un allaccio abusivo alla rete elettrica e la manomissione del contatore dell'acqua sono costati alla titolare, e sorella di Delle Fave, due denunce per furto. Mentre nei giorni successivi tanti ex dipendenti hanno raccontato di migliaia di euro di stipendi arretrati non pagati, ma anche infortuni sul lavoro nascosti, contributi non versati, turni di lavoro infiniti. Inoltre, come spiegato a Fanpage.it dal legale di uno di questi lavoratori licenziatisi, molti ricorsi sono caduti nel vuoto: "Questo risultano più società aperte e chiuse nel tempo, anche con nomi molto simili. Ne fallisce una e ne aprono un'altra. Questo rende complicato individuare il soggetto contro cui agire recuperare effettivamente le somme".

Inoltre, due locali intestati a società che fanno parte della holding di Delle Fave sono anche nominati nell'inchiesta "Sciacallo" che ha portato all'arresto di tre poliziotti infedeli a febbraio. Il salumiere Ricci di viale Adriatico è uno dei luoghi privilegiati per gli incontri tra il narcotrafficante Guerino Primavera e l'agente Danilo Barberi. Qui gli indagati erano soliti lasciare i telefoni cellulari in luoghi appartati o su tavolini lontani prima di salire sulla terrazza per parlare, nel tentativo di evitare intercettazioni. Ma Primavera era solito incontrarsi con altri indagati anche nel negozio Buono come il pane di via Ferruccio Amendola.

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