Cani chiusi in balcone al sole con 40 gradi, un vicino: “Cadono feci e urina a secchiate, nessuno fa niente”
"Siamo diventati prigionieri nella nostra stessa casa". Questa è la sensazione che si trova a vivere da qualche tempo una famiglia del Villaggio Prenestino, quartiere nella periferia est della Capitale. "Abito al piano terra di una palazzina. Al secondo vive un inquilino con tre cani, due di taglia piccola e uno di taglia grande – spiega a Fanpage.it Paolo – Gli animali da qualche tempo sono abbandonati a loro stessi chiusi in balcone. Non solo non entrano in casa, ma non escono mai. Mai nessuna passeggiata: sono costretti a fare i bisogni lì dove si trovano. A rimetterci, però, siamo noi che viviamo ai piani più bassi: dal suo balcone cadono urina e feci".
Il racconto di Paolo: "Nelle ultime due settimane la situazione è peggiorata"
E la situazione non migliora quando il vicino del secondo piano decide di pulire il balcone: "In giornate normali sentiamo il rumore dell'acqua aperta in balcone per portare via l'urina. E il liquido piove giù, finendo nei secchi di lamiera: li abbiamo posizionati sotto alla sua ringhiera proprio per documentare la situazione che è drasticamente peggiorata nelle ultime due settimane. Quando si mette a pulire del balcone, però, ci troviamo a vivere il peggio: da sopra cadono feci. E le gocce che arrivano sono miste a varechina. Per noi è un inferno. Non è giusto che io e la mia famiglia si debba essere costretti a prendere l'urina sopra la testa. E per gli animali è ancora peggio: una situazione ancora più invivibile, soprattutto con questo caldo".
"Abbiamo smesso di avere un giardino: impensabile viverci"
Anche Paolo e la sua famiglia, però si trova a vivere costretto in casa. "Da quando sappiamo dei rischi che corriamo a stare all'aria aperta, non ci stiamo più. La nostra vita è cambiata drasticamente. Con me vivono anche mia figlia e mio nipote, una quattordicenne e un bimbo disabile. Prima curavo il prato, era un giardino all'inglese. Ora è tutto secco. Organizzavamo fuori festicciole di compleanno, i ragazzini giocavano all'aria aperta con gli amici. Mangiavamo fuori. Adesso è impossibile. Anche io ho un cane. Eppure neanche lui può avvicinarsi al prato. Quando vogliamo stare fuori, siamo costretti a fermarci nella porzione di giardino mattonata, non esposta. È lì che siamo costretti a tenere lo stendino con i panni puliti".
Le segnalazioni: "Ho chiesto di intervenire. Sono venuti gli agenti ma non è cambiato niente"
Da giorni Paolo chiama con insistenza le forze dell'ordine per chiedere aiuto. Come appreso da Fanpage.it, si tratta di una persona in una forte condizione di fragilità. Provarci a parlare razionalmente può essere difficile da parte dei vicini. "Così ho chiesto aiuto alle forze dell'ordine. Questa mattina sono tornati gli agenti, sono andati al piano di sopra e hanno visto la situazione, le condizioni del terrazzo e lo stato in cui si trovano a vivere i cani. Ma non hanno fatto niente, gli hanno soltanto detto qualcosa prima di andarsene – continua Paolo – E noi ci sentiamo presi in giro anche da loro".
Per ricevere l'aiuto necessario e fare in modo che i cani possano essere portati in uno spazio sicuro, Paolo ha anche presentato una querela nei confronti del vicino e ha presentato la situazione al nucleo Tutela Ambiente della polizia locale di Roma Capitale. "Mi hanno detto sarebbero intervenuti lo scorso 8 agosto, ma così non è stato. Ma di recente ho scoperto che in realtà in questo periodo per molti agenti ci sono le ferie – aggiunge – Ma non c'è un modo per velocizzare questi interventi? Non è il primo problema che abbiamo avuto con questo condomino. Ma nessuno ci ascolta".
L'appello di Paolo: "Aiutate noi. E salvate i cani che vivono su quel balcone"
"L'augurio che mi faccio adesso è che si possa risolvere in qualche modo questa situazione. Ma non lo dico soltanto per noi. Dovrebbero togliergli i cani. Non cadrebbe più niente giù e, soprattutto, loro avrebbero un posto migliore in cui trascorrere la loro vita – continua Paolo prima di concludere – Anche per questo, come mi è stato suggerito, chiamo le autorità più volte al giorno. So che è una scocciatura e che hanno magari cose più importanti a cui pensare. Ma devono liberare noi e gli animali, che vivono circondati da sporcizia, peli e i loro escrementi". E poi conclude: "Devono intervenire. Non per ciò che succede al piano terra, ma per come vengono trattati questi animali".