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Cancellata la parola “antifascismo” in Consulta provinciale degli studenti: presentata interrogazione a Valditara

I deputati del Pd con prima firma Andrea Casu hanno depositato un’interrogazione al ministro Giuseppe Valditara in cui viene chiesto di fare chiarezza sul caso.
Ministero dell’Istruzione e del Merito (Google Maps)
Ministero dell’Istruzione e del Merito (Google Maps)

Cancellata la parola "Antifascismo" dal nome della commissione in Consulta provinciale degli studenti di Roma: il caso arriva alla Camera dopo l'interrogazione presentata dal Partito democratico con la prima firma di Andrea Casu che, non appena appreso dei fatti, non aveva mancato di chiedere spiegazioni sull'accaduto. Durante una seduta del Consiglio di Presidenza della Consulta, è stata approvata la mozione che prevedeva il cambio di nome, presentata da Gioventù Nazionale e Azione Studentesca. La commissione, da "Memoria storica e Antifascismo" è diventata "Memoria storica e Democrazia".

Una scelta non soltanto non condivisa con l'intera assemblea plenaria, composta da circa 300 studenti rappresentanti invece che con i 15 del Consiglio di Presidenza, ma neanche con i membri che compongono la commissione stessa.  "Non è la prima volta che provano a metterci i bastoni fra le ruote", ha spiegato a Fanpage.it il presidente della Commissione interessata, Simone Casalino.

Da "antifascismo" a "democrazia": il commento dopo il cambio nome della commissione

"Un'iniziativa intollerabile, deve essere chiaro al Governo e alle forze politiche che lo sostengono: non permetteremo mai di cancellare l’antifascismo – ha fatto sapere a poche ore dalla notizia il deputato Andrea Casu – Senza antifascismo non esisterebbero la nostra democrazia e la nostra Costituzione. Nelle scuole antifascismo e democrazia non possono essere poste in alternativa ma devono sempre continuare a camminare insieme", ha sottolineato.

"La scelta di cambiare nome ha suscitato forti proteste da parte delle studentesse e degli studenti della consulta che hanno denunciato il rischio di un grave ridimensionamento del valore dell'antifascismo nella scuola pubblica", si legge nell'interrogazione presentata dal Partito democratico, con firma anche di Irene Manzi, Michela Di Biase, Paolo Ciani, Patrizia Prestipino, Roberto Morassut, Matteo Orfini e Claudio Mancini.

L'interrogazione presentata alla Camera

"L'antifascismo costituisce un principio fondativo della Repubblica italiana nata dalla Resistenza ed è parte integrante dei valori costituzionali cui si ispira la scuola pubblica – si legge nel testo dell'interrogazione presentata oggi – Desta preoccupazione che, proprio all'interno di un organismo rappresentativo studentesco sostenuto dal Ministero, possa passare il messaggio che antifascismo e democrazia siano concetti alternativi, anziché indissolubilmente connessi: numerose studentesse e numerosi studenti hanno espresso pubblicamente la propria contrarietà alla decisione, chiedendo un intervento delle autorità scolastiche e del Ministero", viene sottolineato.

Con queste parole viene chiesto "se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti, in ogni caso, quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare, anche attraverso l'Ufficio scolastico regionale competente, affinché sia verificata la correttezza delle procedure seguite alla luce di quanto previsto dal regolamento della consulta e garantito che nelle istituzioni scolastiche e negli organismi rappresentativi degli studenti siano sempre promossi e tutelati i valori dell'antifascismo, della memoria storica e della Costituzione repubblicana, contrastando ogni forma di banalizzazione o rimozione dei valori antifascisti sanciti dalla Costituzione".

La protesta dei rappresentanti studenteschi sotto all'Ufficio Scolastico Regionale

Nel frattempo sono stati proprio i rappresentanti questa mattina a recarsi sotto all'Ufficio Scolastico Regionale per chiedere di essere ricevuti dalla direttrice scolastica regionale, Anna Paola Sabatini. "Ci deve ricevere – hanno dichiarato dalla Rete degli Studenti Medi – Uno studente è stato preso a calci in volto da parte di militanti di Azione. Vogliamo che l’USR si assuma le proprie responsabilità. Vogliamo la rimozione della Docente Referente, che si è dimostrata più volte incapace nell’adempiere al proprio ruolo".

Gli   dell'anno scolastico, nei giorni scorsi. Nel corso dei tafferugli anche una militante di Azione sarebbe stata spintonata, sono state lanciate sedie e urlati insulti. "Verificheremo, ma credo che non sia andata come raccontano", è stato l'unico commento finora del ministro Valditara sulla questione Consulta.

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