Studenti in protesta alla Consulta: “Lanci di sedie e spintoni contro di noi da parte di Azione Studentesca”
Lanci di sedie, spintoni e insulti all'assemblea della Consulta Provinciale di Roma. È quanto sarebbe avvenuto nella mattina di oggi martedì 26 maggio 2026, quando alcuni studenti hanno occupato simbolicamente la plenaria, bloccandone i lavori ed esponendo cartelli con le scritte “La Plenaria è sovrana”, “Vi fa così paura la democrazia?” e “L’Usr — Ufficio scolastico regionale — è complice”. A quel punto i militanti di Azione Studentesca, membri di maggioranza del Consiglio di Presidenza, avrebbero risposto aggredendo anche fisicamente i protestanti.
"Il Consiglio fa revisionismo e non coinvolge gli studenti"
Malumori all'interno dell'organo istituzionale di rappresentanza che riunisce gli studenti delle scuole superiori della provincia erano già presenti da quando si era insediata la maggioranza guidata dal movimento studentesco di estrema destra: nato negli anni '90 come organizzazione giovanile legata ad Alleanza Nazionale, oggi è considerato il ramo attivo di Fratelli d'Italia e Gioventù Nazionale negli istituti. Una situazione che si è acuita in seguito all'approvazione, il 19 maggio scorso in Consiglio di Presidenza, della mozione con cui è stato modificato il nome della Commissione Antifascimo e Memoria Storica in Democrazia e Memoria Storica.
L'accusa mossa dagli studenti di minoranza del Consiglio è quella di revisionismo, ma soprattutto di aver bypassato la presentazione plenaria e di non aver coinvolto la commissione interessata. "È un modo per escludere tutti gli altri rappresentanti delle scuole", aveva detto a Fanpage.it Elena Sofia Patané, presidente della Commissione Pari Opportunità. "La Consulta è invece composta da tutti gli altri rappresentanti eletti. Siamo trecento, ma questo punto è stato discusso soltanto dal Consiglio di Presidenza, dove siamo 15".
"L’antifascismo è insito nella rappresentanza studentesca"
"La democrazia non può valere solo quando fa comodo" ha spiegato Simone Casalino, Presidente della commissione Antifascismo e Memoria Storica, che ha proseguito: "Il Consiglio di Presidenza a maggioranza Azione Studentesca ha già dimostrato l’utilizzo proprietario di quest’organo. Se si impedisce all’assemblea di votare e decidere, si sta negando il principio stesso della rappresentanza studentesca. Per questo oggi abbiamo deciso di fermare i lavori della plenaria: per difendere uno spazio democratico che appartiene agli studenti e alle studentesse", ha concluso.
Sull'episodio è intervenuto anche Luca Blasi, assessore alla Cultura, alle Politiche Giovanili e al Diritto all'Abitare nel III Municipio di Roma, che in una nota ha parlato di "uno squadrismo politico inaccettabile, soprattutto se arriva da chi oggi è al governo del paese. Un segnale preoccupante soprattutto in vista della marcia per la remigrazione che i neofascisti che strizzano l’occhio a Meloni e Salvini, vorrebbero svolgere a Roma il 13 giugno” ha aggiunto l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra. "Chissà perché alla destra di Fratelli d’Italia fanno paura la memoria e l’antifascismo", ha concluso Blasi.
L'assessora Pratelli: "La politica non può degenerare in violenza. Urge intervento"
A stretto giro, in una nota è arrivata anche la solidarietà dell'assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli: "La rappresentanza studentesca deve essere uno spazio di partecipazione democratica, di confronto e di rispetto delle regole condivise. Non è pensabile immaginare che la dialettica politica degeneri in violenza e intimidazione — ha proseguito la politica di sinistra eletta in Campidoglio con Roma Futura — Nel ribadire che l’antifascismo non è un tema accessorio ma principio basilare per la vita democratica, sento necessario ed urgente un intervento per affermare il rispetto dei luoghi e delle pratiche di confronto democratico" conclude il testo. "La violenza non deve essere praticata da nessuno, ma attenzione, verificheremo i fatti e credo che probabilmente saranno un po' diversi da come sono stati raccontati", è stato, invece, il commento del ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, a margine della cerimonia d'apertura dei Giochi della Gioventù a piazza del Popolo.