Consulta provinciale studentesca di Roma, la commissione Antifascismo dopo il cambio nome: “Ennesimo ostacolo dalla destra”

"Non è la prima volta che i rappresentanti di destra provano a metterci i bastoni fra le ruote. Il fatto che si siano schierati per eliminare la parola Antofascismo dal nome della nostra commissione è soltanto l'ultimo episodio che possiamo raccontare". A parlare con Fanpage.it è Simone Casalino, il presidente della commissione Antifascismo e Memoria Storica, oggi rinominata Memoria Storica e Democrazia, per volere della componente di rappresentanza studentesca de destra.
A scegliere di cambiare nome alla commissione i rappresentati di Gioventù Nazionale e Azione Studentesca con una discussione avviata durante la seduta del Consiglio di Presidenza della Consulta. "In pratica davanti a 15 persone invece che alle 300 che sono presenti durante le assemblee plenarie", ha già spiegato nei giorni scorsi Elena Sofia Patané, eletta dal liceo Virgilio e presidente della Commissione Pari Opportunità in Consulta.
Secondo la mozione presentata dalla componente di destra, infatti, utilizzare il termine "Antifascismo" rischierebbe di essere divisivo a differenza di democrazia che "presuppone per definizione il rifiuto di ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e negazione delle libertà fondamentali" e che "consente dunque di affermare in maniera chiara e non ideologica il quadro valoriale di riferimento della Commissione, senza la necessità di richiamare esplicitamente singole esperienze storiche, ma collocando l’azione istituzionale all’interno di un orizzonte di principi condivisi".
Il presidente della commissione Antifascismo: "La destra ci ha sempre messo i bastoni fra le ruote"
"Da mesi come commissione Antifascismo e Memoria Storica abbiamo registrato delle difficoltà nei lavori – spiega ancora Casalino – O era un cambio nome o era una riforma del regolamento. In alcuni documenti, la commissione spariva, senza neanche indicare un sostituto. Come se non esistesse", continua.

Una volta, come riporta il verbale della seduta del 12 maggio scorso, non è stato preso in considerazione un documento. A sollevare la mozione un consigliere della maggioranza di destra: "L'atto recherebbe la firma di una commissione non corretta (nello specifico, riferita a Memoria Storica e Antifascismo e non Memoria Storica e Democrazia), ritenendola formalmente reale o attiva nei termini presentati". Un ulteriore escamotage per non prendere formalmente in considerazione ciò che la commissione stessa aveva da dire.
La mobilitazione degli studenti: "La scuola non è di Gioventù Nazionale né di Azione Studentesca"
Nel frattempo i rappresentanti di sinistra stanno cercando di mobilitarsi come possono. "Abbiamo già scritto all'Ufficio Scolastico Regionale, ma non ci è ancora arrivata nessuna risposta. Vogliamo che la commissione possa tornare a essere chiamata con il suo vecchio nome: dei membri che la compongono nessuno è a favore con questa modifica – spiega ancora Casalino – Sicuramente continueremo a parlare di quanto accaduto in tutte le maniere e sedi possibili per far comprendere che non si tratta di un semplice capriccio. Prima di inizia con un cambio nome, poi con una riforma del regolamento. E poi? Cos'altro può succedere?", si chiede ancora.
"Vogliamo far capire che gli studenti di Roma sono antifascisti, sottolineare che l'antifascismo non è un argomento divisivo, nonostante quello che vogliono farci credere anche con la mozione e soprattutto che la scuola non appartiene ad Azione Studentesca o a Gioventù Nazionale. La scuola è degli studenti e basta".