Avvocato a processo per aver diffuso foto intime di una sua praticante: “Tiziana Cantone ti fa un baffo”

Andrà a processo l’avvocato Luigi Pajalich, con le accuse di stalking, diffamazione e revenge porn ai danni di una sua ex praticante. Continue telefonate anonime, mail con minacce, diffusione di materiale intimo e creazione di profili falsi e gruppi Whattsapp per denigrare la donna. Sono queste in sintesi le accuse mosse dalla Procura di Roma e che avrebbero provocato uno stato d'ansia nei confronti della vittima e forte timore per la propria incolumità. Una condizione che l'ha portata a modificare diverse sue abitudini, come lasciare l'abitazione dove viveva da sola e tornare a vivere con la sua famiglia per sentirsi più al sicuro.
La vicenda
L'avvocato Pajalich e la sua ex praticante (che chiameremo Giulia) hanno avuto una breve relazione sentimentale. Giulia decide di chiudere questo rapporto e inizia un vero incubo per lei. Da aprile 2022 racconta di ricevere numerose chiamate anonime (circa 15 al giorno) da parte dell'avvocato. L'uomo inoltre avrebbe inviato numerosi messaggi all'indirizzo di posta elettronica di Giulia con toni considerati minacciosi come ad esempio: "Ho trovato un mazzo di chiavi e stanotte lo userò" oppure "La tempesta è in arrivo e non potrai fermarla. Tiziana Cantone ti fa un baffo" e infine “Ti comunico che ho dovuto presentare un esposto all’Ordine degli avvocati, un ottimo modo per iniziare una carriera o meglio per terminarla senza averla iniziata”. Sempre secondo l'accusa, Pajalich avrebbe poi inviato circa 50 fotografie intime di Giulia a suoi amici e parenti, ovviamente senza il suo consenso e da lì si è aggiunta l'accusa di reveng porn.
L'apertura del processo è un piccolo passo avanti per Giulia, difesa dall'avvocato Carlo Testa Piccolomini che aggiunge: "I fatti oggetto di imputazione sono caratterizzati da particolare disvalore e gravita. Il provvedimento di rinvio a giudizio era necessario e lo attendevamo perché le indagini sono state molto dettagliate e meritano l'approfondimento dibattimentale".