Studente transgender maltrattato al liceo, Arcigay Roma: “La scuola dovrebbe essere un luogo protetto”

"Preoccupazione e sgomento". È questa la reazione da parte dell’Arcigay Roma alla notizia dell’alunno transgender minorenne umiliato da una docente del liceo Aristofane di Roma. Come raccontato da Fanpage.it ieri, da mesi per il giovane liceale la vita è diventata un incubo a causa della situazione vissuta in classe dove una docente, come raccontato dalla mamma del giovane, continua a umiliarlo e a trattarlo con disprezzo.
"Tu sei una ragazza, lo dice il tuo nome sul registro", gli avrebbe detto una docente in più occasioni, continuandolo a chiamare utilizzando il suo dead name, femminile, e rifiutandosi di rivolgersi a lui con i pronomi al maschile.
Non ha tardato ad arrivare il commento di Federico Barbarossa, responsabile politiche trans di Arcigay Roma: "La comunità scientifica da tempo si esprime sui pericoli per la salute mentale delle giovani persone trans vittime di discriminazione a scuola, ma in Italia non esistono tutele e il DDL Valditara mira ad ostacolare qualsiasi progetto educativo contro le discriminazioni – ha fatto sapere in una nota – Arcigay Roma è disponibile ad offrire la formazione e il supporto per attivare la carriera alias".
La storia dello studente transgender al liceo Aristofane di Roma
Soprusi, umiliazioni, forti discussioni in cui la docente, secondo quanto raccontato a Fanpage.it dalla mamma del giovane, avrebbe continuato a rivolgersi a lui parlando al femminile nonostante la richiesta esplicita, nota alla famiglia e al corpo docenti tutto, di utilizzare un nome di elezione al maschile. La situazione va avanti dal coming out dell’alunno, lo scorso ottobre, ma la situazione è peggiorata negli ultimi mesi, da febbraio.
"Una volta è stato lui a chiamarmi da scuola. Gli serviva un cambio perché si era macchiato con le mestruazioni. Aveva chiesto alla docente, sempre la stessa, di andare in bagno. Ma lei si è categoricamente rifiutata di acconsentire. Così sono arrivate le macchie. E, con quelle, l’umiliazione, ancora più forte per un ragazzo transgender", ha raccontato la madre del giovane.
La nota di Arcigay Roma: "Condannato a continue umiliazioni pubbliche"
A qualche ora dalla pubblicazione dell’articolo, Arcigay ha reso noto, oltre alla sua solidarietà al giovane, anche le sue intenzioni: "Raccogliamo l’appello della madre del ragazzo che si era offerta, senza ricevere risposta, di pagare una formazione all’istituto. Arcigay Roma è disponibile ad offrire la formazione e il supporto per attivare la carriera alias", hanno fatto sapere. L’introduzione di questo profilo burocratico, che il corpo studentesco dell’Aristofane chiede da almeno sette anni, non è mai stata approvata. Il prossimo venerdì rappresenta uno dei punti all’ordine del giorno del Consiglio d’Istituto del liceo: per l’occasione i genitori, compresi quelli del giovane, hanno organizzato una raccolta firme che ha raggiunto le 216 voci.
"L’onestà intellettuale è il requisito minimo a cui la scuola dovrebbe assolvere: non si può far finta che le persone trans non esistano, rifiutandosi di riconoscere e accogliere le loro identità. La comunità scientifica da tempo si esprime sui pericoli per la salute mentale delle giovani persone trans vittime di discriminazione a scuola, ma in Italia non esistono tutele e il DDL Valditara mira ad ostacolare qualsiasi progetto educativo contro le discriminazioni – ha fatto sapere il presidente Federico Barbarossa, responsabile delle Politiche Trans di Arcigay Roma in una nota diramata a seguito della pubblicazione dell’articolo di Fanpage.it – Le persone trans non nascono adulte e la scuola dovrebbe essere un luogo protetto, mentre troppo spesso è teatro di abusi e discriminazioni da parte di chi dovrebbe proteggere ed educare".