La destra elimina la parola “antifascismo” dalla Consulta studentesca di Roma: “Vogliono cancellarne il valore”

Ennesimo attacco delle destre all'antifascismo. Stavolta il colpo arriva dai più giovani, studenti rappresentanti alla Consulta Provinciale degli Studenti di Roma che nella giornata di ieri, durante la seduta del Consiglio di Presidenza, hanno votato e approvato una mozione con cui viene modificato il nome della Commissione "Antifascimo e Memoria Storica" sostituendolo con "Democrazia e Memoria Storica". A presentare e approvare la mozione, la maggioranza di destra eletta nella Consulta, guidata da Gioventù Nazionale e Azione Studentesca. A nulla sono valsi i ripetuti tentativi di opposizione da parte della componente di sinistra.
"La decisione di cambiare nome alla commissione è il primo progetto della della neo-eletta maggioranza insediatasi quest'anno in Consulta, lo portavano avanti da mesi. Non è la prima volta che viene utilizzata da loro una condotta di questo genere. Soltanto nell'ultimo periodo abbiamo assistito alle liste di proscrizione dei professori e professoresse di sinistra, ad esempio – spiega a Fanpage.it Elena Sofia Patané, eletta in consulta del liceo Virgilio e presidente della Commissione Pari Opportunità in Consulta – A poco è servito votare contro: ci siamo trovati in netta minoranza e la mozione è stata accolta".
La commissione in Consulta regionale cambia nome: "Votato contrario, è un'indecenza"
Come ha spiegato Elena Sofia Patané nessun componente della commissione era a favore del cambio di nome della Commissione. "In genere viene chiesto chi è a favore e chi si astiene, ma stavolta noi della minoranza abbiamo tenuto a sottolineare che il nostro voto era contrario. Volevano cercare di velocizzare il momento di voto, ma ci tenevamo tutti a sottolineare e condannare una scelta di questo tipo".
La motivazione è quella di rendere "meno ideologica" la commissione: "L’inserimento del termine Democrazia risponde all’esigenza di richiamare in modo positivo e costruttivo i valori fondanti dell’ordinamento repubblicano. La democrazia, infatti, nel suo significato sostanziale e costituzionale, presuppone per definizione il rifiuto di ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e negazione delle libertà fondamentali – si legge nella mozione presentata – Utilizzare tale termine consente dunque di affermare in maniera chiara e non ideologica il quadro valoriale di riferimento della Commissione, senza la necessità di richiamare esplicitamente singole esperienze storiche, ma collocando l’azione istituzionale all’interno di un orizzonte di principi condivisi". Una giustificazione contro la quale si sono schierati rappresentanti studenteschi e politici.
Per questa ragione, una volta passata la mozione, è stato diffuso un comunicato per esprimere il loro dissenso, a firma condivisa dalla Commisione Antifascimo e Memoria Storica e il suo presidente Simone Casalino; dalla Commissione Diritto allo Studio e il suo presidente Lukman Cortoni; dai Consiglieri Christian Titocci e Federico Rossi e, naturalmente dalla Commissione Pari Opportunità e Diritti e la sua presidentessa Elena Sofia Patanè.
Eliminata la parola Antifascismo in Consulta Provinciale: "Ennesima forma di revisionismo"
"Per noi questa decisione rappresenta l'ennesima forma di revisionismo frutto di un percorso ben preciso delineato da Gioventù Nazionale d'Azione Studentesca: rimuovere l'antifascismo e privarlo del suo valore bypassando la presentazione in plenaria, senza neppure parlarne con la commissione interessata, è un modo per escludere tutti gli altri rappresentanti delle scuole – continua Elena Sofia Patané – La Consulta è invece composta di tutti gli altri rappresentanti eletti dale scuola. Siamo trecento, ma questo punto è stato discusso soltanto dal Consiglio di Presidenza, dove siamo 15".
In segno di protesta, la minoranza di sinistra ha inoltrato un'email all'USR, l'Ufficio Scolastico Regionale, in cui veniva sottolineata l'importanza di interpellare la plenaria di fronte a un cambiamento politico così sostanziale. "Per ora non ci hanno mai risposto", aggiunge.
Una decisione che non ha tardato a far arrivare i suoi frutti: "La Commissione su Antifascismo e Memoria Storica ha presentato un documento che non è stato neanche preso in considerazione poiché non presentava la commissione con il nome aggiornato. E ora si troveranno a dover non trattare di antifascismo, ma di democrazia: è una generalizzazione che non può vederci d'accordo".
Le reazioni della politica: "Indecente"
"Un colpo di mano grave. Questa gioventù meloniana non perde il vizio di attaccare i pilastri fondanti della nostra Repubblica: la notizia che arriva dalla consulta provinciale di Roma è sconcertante. La matrice è sempre la stessa, sono questi giovani di Giorgia Meloni che, appunto, giocano che fanno le liste proscrizione e giocano con i capisaldi della nostra della nostra costituzione repubblicana – sono le parole del consigliere regionale del Lazio per Sinistra Ecologista Civica Claudio Marotta a Fanapage.it – Come Sinistra Civica Ecologista sosteniamo la mobilitazione che lanceranno gli studenti, ma soprattutto ci mobiliteremo insieme a loro per dire che questo fatto è gravissimo ed è necessario che si intervenga subito per correggere la rotta. Non si può derubricare questi episodi a ragazzate: il Ministero dell'Istruzione, Fratelli d'Italia devono subito intervenire".
La posizione è ferma: "Non ci sono trattative o discussione, basta con le ambiguità di questa organizzazione giovanile e dei loro sodali più grandi".
"Grave atto politico": le reazioni di Pd e Gd
"Così si cancella un pezzo importantissimo della storia recente d'Italia, che si fonda proprio sulla lotta di liberazione dal fascismo in questo Paese – dichiara in una nota Enzo Foschi, segretario del Partito democratico di Roma – Non faremo un passo indietro di fronte alle derive autoritarie di questo governo e delle sue organizzazioni studentesche", conclude.
"Azione studentesca sceglie di cancellare la parola su cui si fonda la nostra democrazia. Non ci sarebbero la Repubblica Italiana e la Costituzione senza la Resistenza Antifascista – aggiungono in una nota congiunta Damiano Moscardini, Responsabile Scuola dei Gd Roma e Jacopo Augenti, Segretario dei Giovani Democratici di Roma – Dopo mesi dall'insediamento la prima ed unica cosa degna di nota è un'operazione di revisionismo storico".
Casu (Pd), "Non permetteremo mai di cancellare l’antifascismo"
"È gravissimo quanto accaduto nella Consulta provinciale degli studenti di Roma, dove un organismo finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ha cambiato il nome di un gruppo di lavoro da ‘antifascismo e memoria storica’ a ‘democrazia e memoria storica’ – dichiara Andrea Casu, intervenendo in Aula a nome del Gruppo del Partito Democratico – Un’iniziativa intollerabile, giustamente denunciata dalle studentesse e dagli studenti antifascisti che hanno votato contro questa scelta. Deve essere chiaro al Governo e alle forze politiche che lo sostengono: non permetteremo mai di cancellare l’antifascismo. Senza antifascismo non esisterebbero la nostra democrazia e la nostra Costituzione. Nelle scuole antifascismo e democrazia non possono essere poste in alternativa ma devono sempre continuare a camminare insieme".