Dai “bangla tour” ai pestaggi di Termini: il ritorno delle aggressioni razziste dell’estrema destra a Roma

Più di dieci anni fa li chiamavano "bangla tour". Giovani militanti neofascisti uscivano la sera e si mettevano in cammino per le strade di Roma per trovare migranti da pestare. La stessa cosa che avrebbero fatto tre ragazzi, uno di Forza Nuova e due della giovanile Lotta Studentesca, denunciati nei scorsi giorni dalla digos per cinque aggressioni a sfondo razziale commesse nella notte del 7 febbraio nei dintorni della stazione Termini. Un caso che riporta alla mente usanze di violenza che hanno attraversato gli ultimi decenni di storia della città.
I "bangla tour" di Forza Nuova a Roma Est
Fra il 2012 e il 2013 cominciano a piovere segnalazioni di pestaggi ai danni di migranti, in particolare dall'Asia del Sud: sono circa cinquanta in un anno, una media di quasi uno a settimana. Avvengono all'improvviso, per strada, a una fermata del bus, in un negozio aperto fino a tardi. Prima un insulto razziale o anche una semplice richiesta come un accendino, poi calci, pugni e umiliazioni. I picchiatori, come ricostruito dai carabinieri del Ros e dal pubblico ministero Sergio Colaiocco, sono giovanissimi militanti dell'estrema destra. Le vittime sono quasi sempre giovani uomini del Bangladesh, individuati fra tutti perché poco inclini a reagire e denunciare. "Prendono le botte e non rompono", dirà anni dopo uno degli aggressori, all'epoca dei fatti minorenne, a Repubblica. Alla faccia del sacro valore dell'onore.
Pestaggi come rito di passaggio ma anche "per divertimento"
Secondo i pm, le squadre che decidevano di divertirsi "facendo un bangladino", uscivano dalla sede di Forza Nuova di via Amulio, nel quartiere Appio-Latino. Dietro l'angolo c'è via Acca Larenzia, luogo sacro per il neofascismo romano e non solo. Si incamminavano sulla Tuscolana, passavano Porta Furba per arrivare a Tor Pignattara, a Centocelle, al Pigneto, quartieri con un'alta percentuale di abitanti di origine migrante e in particolare bengalese, comunità che proprio in quegli anni apriva le prime attività commerciali.
Anche i giovani, due maggiorenni e un minorenne, denunciati per le aggressioni a termini fanno riferimento all'organizzazione fondata da Roberto Fiore. Evidentemente il sapere e il coraggio di individuare persone sole di notte per pestarle solo perché straniere si è trasmesso. Come raccontano le carte dell'inchiesta chiusa nel 2016, il "bangla tour" era una prova difficile da evitare per i ragazzi che si avvicinavano a Forza Nuova. Un rito di passaggio, per dimostrare di essere pronto ad abbracciare l'ideologia in tutto e per tutto, e una prova di fedeltà ai membri più anziani e alla gerarchia. Ma venivano fatti anche "per divertimento e per scoraggiare gli stranieri a venire in Italia", come ha raccontato un ex attivista a Repubblica.
Le aggressioni ai migranti, una tradizione dell'estrema destra romana
Gli episodi denunciati negi ultimi giorni, con le indagini partite dalla segnalazione di un cittadino di origine nigeriana alla polfer, devono preoccupare. Non perché si tratti di novità, e infatti non lo sono. Si inseriscono all'interno di una nefasta tradizione dell'estrema destra romana. Già nei primi anni Novanta, quando l'Italia inizia a diventare un approdo nei fenomeni migratori da Africa e Asia, i naziskin di Base Autonoma fanno notizia con le loro violenze fino a che l'organizzazione non viene messa fuorilegge nel 1993. A febbraio 1994 a Ostia un gruppo di undici neofascisti aggredisce un ragazzo tunisino. Quello che verrà poi identificato come il capo del gruppo, 19 anni, lo accoltella.
A questi si aggiungono le aggressioni e gli omicidi di persone trans, omosessuali e attivisti di sinistra. Momenti estemporanei si alternano a ronde organizzate, come quelle che Forza Nuova ha provato a lanciare proprio a Tor Pignattara a dicembre dell'anno scorso per cavalcare la rabbia per due violenze sessuali commesse nel vicino parco di Tor Tre Teste. Tentativo respinto dalla Questura, con il divieto di manifestazione in due occasioni, e dai residenti, con grandi contro-presidi che hanno ribadito l'animo accogliente del quartiere.
Le indagini diranno se le aggressioni della notte del 7 febbraio sono nuovi test in un movimento che sta rinnovando le proprie fila o se questi ragazzi abbiano agito in autonomia, per eccitarsi a vicenda con della violenza razziale. Intanto nelle perquisizioni domiciliari di due dei ragazzi denunciati sono stati trovati un manganello telescopico e un coltello. La violenza neofascista nelle strade può essere ancora più grave.