Poteri speciali, via libera dalla Camera per il Ddl Roma Capitale. Pd si astiene, Meloni: “Stupore e amarezza”

Sono stati 159 i voti a favore nell'Aula della Camera per la proposta di legge costituzionale per dare maggiori poteri a Roma Capitale: è il primo via libera dell'Aula di Montecitorio alla "navetta parlamentare" prevista per le modifiche alla Carta costituzinale. Oltre ai voti a favore, sono stati 33 quelli contrari e 55 gli astenuti. In particolare, come si è appreso durante le dichiarazioni di voto, mentre il centrodestra ha annunciato compatto i voti a favore, le opposizioni sono apparse divise: Avs e M5s contrari, Pd e Ivs astenuti e Azione favorevole. Non ha tardato ad arrivare la reazione di Meloni: "Stupore e amarezza per l'astensione del Pd".
Questo voto rappresenta il nuovo passo per concedere dei "poteri speciali" alla Capitale. "Potrebbe rappresentare un passo decisivo per la Capitale – aveva spiegato a Fanpage.it il sindaco di Roma Roberto Gualtieri – Darebbe alla città più autonomia, competenze e risorse per poterla esercitare. Ma siamo ancora all'inizio di un percorso".
La riforma prevede, in particolare, la modifica dei due articoli dell'articolo 114 inserendo Roma Capitale tra i livelli di governo di cui si compone la Repubblica: Roma diventerebbe un ente territoriale distinto e autonomo, accanto a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni e i minisindaci, cioè i presidenti dei vari municipi, potrebbero godere di maggiore autonomia. Il primo passo è stato fatto in Consiglio de Ministri lo scorso luglio, ora la discussione arriverà in Senato.
Ddl Roma Capitale, le reazioni. Gualtieri: "Auspicabile consenso più ampio"
Non ha tardato ad arrivare il commento del sindaco di Roma Roberto Gualtieri: "L'approvazione da parte della Camera dei Deputati in prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale su Roma Capitale è un fatto positivo che consente l'avvio dell'iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo, necessario per dotare la Capitale di un ordinamento, di poteri e di risorse adeguati al suo ruolo", ha commentato. "Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio e da questo punto di vista il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non è stato di aiuto. Ora è importante che il processo di riforma prosegua, che si definiscano al più presto in modo condiviso i contenuti della legge ordinaria e le risorse necessarie ad attuare il nuovo quadro normativo, e che tutti si impegnino per arrivare a un completamento della riforma entro la fine della legislatura sulla base di un'ampia maggioranza parlamentare", ha poi concluso.
Il commento di Meloni: "Amarezza per astensione Pd"
Sul tema è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "È stata approvata oggi, in prima lettura alla Camera, la riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale e per attribuire al Campidoglio i poteri legislativi necessari per occuparsi di materie che toccano da vicino la vita dei romani e l'interesse dell'Italia tutta, perché una Capitale che funziona aiuta la crescita dell'intera Nazione – è la reazione della premier – Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito Democratico di astenersi. È una scelta che colpisce molto perché, com'è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell'esame parlamentare le proposte presentate dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri".
I voti per il Ddl Roma Capitale: 159 favorevoli, 33 contrari e 55 astenuti
Un'astensione costruttiva. Così è stata definita dal deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut l'astensione del Partito democratico in Aula oggi, mercoledì 29 aprile, nel corso del voto per il Ddl di Roma Capitale. "È una riforma di valore nazionale che punta a dare una nuova forma, più forte e solida, un profilo finalmente europeo al potere democratico della Capitale d'Italia che prevede facoltà legislative utili per la vita quotidiana di famiglie e imprese – ha fatto sapere – Ma per rendere la riforma davvero efficace occorreranno adeguate risorse. E come Pd abbiamo chiesto che il governo presenti presto e in parallelo alla riforma costituzionale una legge ordinaria che garantisca i mezzi e le risorse necessarie".
Poteri speciali a Roma, le reazioni dalla Capitale
"Abbiamo sostenuto con il voto favorevole la proposta di riforma costituzionale su Roma Capitale, attesa da tanti anni, per dare il giusto riconoscimento al ruolo della capitale del Paese. La questione romana è la questione nazionale e dispiace constatare che nel voto parlamentare tra le forze di opposizione sia emersa una tale pluralità di posizioni, fino alla contrarietà – è stato il commento di Alessio D'Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione – La posizione di Azione è sempre stata favorevole alla riforma costituzionale e all’utilizzo della legislazione ordinaria per rafforzare il ruolo dei municipi, l’organizzazione della macchina capitolina e del personale e per una coesione dell’intera area metropolitana, come indicato anche negli ordini del giorno presentati dalla parlamentare Valentina Grippo", ha poi concluso.