C'è del risentimento all'interno della galassia del centrosinista, ma il Partito Democratico proverà a ricucire i rapporti. A dichiararlo è stato lo stesso segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, intervenendo a Otto e Mezzo su La7. "Ho affidato a Piero Fassino il compito di ricucire. Ho provato ad affidare questa sapienza del telaio alla nostra esperienza, pur avendo enormi motivi di risentimento personale e non dimenticando che 1,9 milioni di italiani sono andati a votare. E se vanno a votare 1,9 milioni di persone e poi non vale nulla, allora vale tutto. Vale il sacro blog. Pur avendo molti argomenti, ho detto lavoriamo a quel telaio. Ora vediamo come va a finire, vedo elementi positivi e altri un po' più negativi", aveva dichiarato Renzi solo poche ore prima dell'ospitata televisiva, partecipando alla presentazione del nuovo libro del dem Gianni Cuperlo.

"Le primarie le abbiamo fatte per la leadership, non le faremo per le candidature nei collegi", ha proseguito Renzi parlando delle prossime elezioni politiche del 2018. "Là sceglieremo le persone più capaci per vincere. Sulla scheda non ci sarà scritto ‘Berlusconi contro Di Maio' e mi auguro che Scalfari voterà per il Pd", ha chiosato il segretario del Pd. "A mio giudizio la coalizione che il Pd metterà in campo sarà quella che otterà un risultato superiore al 30% e vicino al 40%, però ora basta con il giochino che ormai siamo in un sistema bipolarista con Di Maio contro Berlusconi".

Nonostante gli ultimi sondaggi non diano affatto il Pd come favorito, Renzi comunque non perde le speranze: “Ho indicato il 40% per due motivi, il primo è scaramantico. Una volta abbiamo preso il 40% ed è andata bene, una volta ci ha condannato. Ma il secondo motivo è che non bisogna mai mettere limiti alla provvidenza, oggi i dati sembrano diversi secondo i sondaggi ma molto dipenderà da cosa accadrà nelle prossime settimane”.

Rispetto alla bagarre politica relativa al blocco dell'età pensionabile e alla mobilitazione nazionale di protesta annunciata dalla Cgil di Susanna Camusso, Renzi ha spiegato: "Non è uno sciopero politico. Rispetto la Cgil, mi spiace quando vedo i sindacati che si dividono. Credo che Gentiloni si sia comportato correttamente, facendo una proposta per trovare un accordo".