Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha ribadito recentemente l'intenzione di realizzare uno dei punti qualificanti del programma del Movimento 5 Stelle: il reddito di cittadinanza. Di Maio aveva chiesto di occupare la casella di ministro del Lavoro nel governo Conte proprio per realizzare quella che è considerata una delle misure portanti del programma del M5S; a ulteriore conferma delle intenzioni del Movimento è stata nominata ieri alla presidenza della commissione Lavoro del Senato Nunzia Catalfo, prima firmataria del disegno di legge sul reddito di cittadinanza nella scorsa legislatura.

Che cos’è il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle

Tecnicamente non si potrebbe parlare di un vero e proprio reddito di cittadinanza ma di una forma di reddito minimo garantito. Non si tratta solo di una distinzione linguistica, ma sostanziale. Nel caso del reddito di cittadinanza il filosofo Philippe Van Parijs ha scritto:

Per ricostruire la fiducia e la speranza nel futuro delle nostre società e del nostro mondo dobbiamo sovvertire il sapere consolidato, liberarci dei nostri pregiudizi e abbracciare nuove idee. Una di queste, semplice ma cruciale, è quella di un reddito di base incondizionato: una somma di denaro pagata regolarmente a tutti, su base individuale, indipendentemente dalla condizione economica e senza contropartite lavorative.

Van Parijs è noto per aver teorizzato questa misura negli anni Ottanta, ritenendola la via per una società giusta. Nacque così un movimento, riunito nel Basic Income Earth Network, del cui Comitato internazionale è oggi presidente lo stesso filosofo. In realtà l'idea di un reddito che ogni società politica elargisca senza condizioni viene da lontano. Thomas Paine ad esempio in un saggio del 1797 scriveva che in virtù del consenso della società per i diritti della proprietà privata, i governi avrebbero dovuto elargire a tutti i cittadini 15 sterline all’anno. Al momento l'unico Stato ad aver sperimentato qualcosa del genere è stata la Finlandia, che però ha recentemente posto termine al programma. Ci sono stati altri tentativi, ma in scala ridotta, che sembrano aver dato buoni risultati, secondo quanto riporta Rutger Bregman nel suo "Un'utopia per realisti".

La proposta dei 5 Stelle invece si inserisce all'interno di un insieme di misure già in vigore in buona parte dei Paesi europei per contrastare la povertà. Anche l'Italia ha iniziato una limitata sperimentazione con il Rei (Reddito minimo d'inclusione), ma il Parlamento europeo con una risoluzione promossa dal gruppo Efdd (Europa della libertà e della democrazie diretta, di cui fa parte il M5S) ha esortato gli Stati membri a introdurre un vero reddito minimo garantito, migliorando i sistemi esistenti. Il reddito minimo garantito infatti è uno strumento di sostegno economico che si rivolge a tutti coloro che non hanno un lavoro o percepiscono stipendi molto bassi; questo, come indica lo stesso nome, garantisce che nessuno scenda sotto una determinata soglia di reddito.

Quanti soldi e chi avrebbe diritto al reddito di cittadinanza del M5S

La proposta del Movimento 5 Stelle prevede che lo Stato sostenga il reddito dei "cittadini che versano in condizione di bisogno, l’ammontare dell’erogazione è stabilita in base alla soglia di povertà relativa calcolata sulla base del 60% del reddito mediano equivalente pro capite, calcolata sulla base dei parametri europei che definiscono la condizione di rischio di povertà". In parole povere si tratterebbe di un assegno mensile di 780 euro mensili (9.360 all’anno) o di una cifra integrativa nel caso in cui il beneficiario abbia già un reddito. Per famiglie composte da più persone, c’è un quoziente familiare: in due si va da un minimo di 1.014 euro a un massimo di 1.170, in tre da 1.248 a 1.560 euro e a salire in base al numero dei componenti della famiglia. L'ammontare del reddito di cittadinanza sarà aggiornato in base alle variazioni Eurostat.

I beneficiari della misura, secondo la proposta di legge della scorsa legislatura, sarebbero tutti i cittadini italiani sotto la citata soglia di reddito e tutti i cittadini stranieri provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi sulla reciprocità del sostegno previdenziale. Per gli appartenenti alla fascia d’età fra i 18 e 25 anni, occorrerebbe aver conseguito il diploma o la qualifica professionale. Per tutti, il reddito decade qualora, dopo aver fornito l'obbligatoria "immediata disponibilità al lavoro", si rifiutino tre proposte di lavoro giudicate "congrue" o si siano sostenuti "più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo".

Oggi Di Maio ha fatto riferimento a un altro obbligo, contenuto nell'articolo 9 del disegno di legge, in risposta a coloro che accusano il M5S di voler pagare le persone per non fare nulla.

Il beneficiario è tenuto ad offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti gestiti dai comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza o presso quello più vicino che ne abbia fatto richiesta, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività del beneficiario stabilite dalla presente legge e comunque non superiore al numero di otto ore settimanali.

Inoltre per gestire tutto le pratiche relative al reddito di cittadinanza occorrerà una profonda riorganizzazione dei Centri per l'impiego che si dovranno occupare anche del "percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo" dei beneficiari. Per questo ieri Di Maio aveva dichiarato di voler "riunire il prima possibile gli assessori al Lavoro delle singole regioni italiane, perché questa è una competenza concorrente, e insieme a loro avviare un percorso per aumentare l’organico, formare i dipendenti dei centri, che devono essere in grado di capire i talenti delle persone e di orientarli verso le formazioni che servono; e aumentarne allo stesso tempo anche le dotazioni finanziarie". Il particolare il ministro del Lavoro pare stia guardando verso la Germania, "per questo avrò un incontro con il ministro al Lavoro tedesco a Berlino nelle prossime settimane, per vedere il loro modello".

Quanto costa il reddito di cittadinanza?

Per i proponenti del Movimento 5 Stelle la misura dovrebbe costare 17 miliardi di euro complessivi, compresi i 2,1 miliardi previsti per i Centri per l’impiego. Secondo l’audizione dell’Istat, in base ai dati 2015, le famiglie beneficiarie della misura presentata nella scorsa legislatura sarebbero 2 milioni e 759 mila, per un totale di circa 8,3 milioni di persone. Il costo stimato sarebbe di 14,9 miliardi. Mentre per l’Inps di Tito Boeri, sentito dalla commissione Lavoro del Senato, i miliardi arriverebbero a 30. Francesco Daveri e Massimo Baldini su lavoce.info hanno stimato le famiglie beneficiarie in 4,9 milioni, con un costo per lo Stato di circa 29 miliardi di euro.

Le risorse per la proposta del 2013 dovrebbero arrivare, secondo il Movimento, da una serie di tagli alla spesa e aumenti di alcune tassazioni, che erano già state descritte altrove e sulla cui sostenibilità molti aveva espresso perplessità.