L'Unione europea crescerà a rilento il prossimo anno. Lo afferma la Commissione Ue che riduce le sue stime di crescita per il 2020 e conferma l'Italia come fanalino di coda. "Tutte le economie nazionali dell'Unione europea dovrebbero crescere quest'anno e il prossimo", ha spiegato il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, specificando però che "la crescita robusta in Europa centro-orientale contrasta con il rallentamento in Germania e in Italia. La forza della nostra economia è messa alla prova dalla persistente debolezza industriale, provocata dalle tensioni commerciali e dall'incertezza politica".

L'Italia rimane ultima per crescita nell'Unione sia nel 2019 che nel 2020, in fondo alla classifica dopo la Germania. In ogni caso, nonostante il generale rallentamento economico, la Commissione non ha cambiato le sue stime per il nostro Paese, pubblicate in primavera: +0,1% nel 2019 e +0,7% nel 2020. L'esecutivo Ue ha quindi ratificato che l'Italia ha abbandonato la recessione tecnica in cui era scivolata nella seconda metà del 2018, ma non ritiene che "l'attività economica rimbalzi significativamente prima della fine dell'anno". Inoltre, scrive Bruxelles, "i rischi alla crescita restano pronunciati, specialmente nel 2020, quando le politiche di bilancio affronteranno particolati sfide".

Comunque, continua la Commissione, "le tensioni sui mercati sono recentemente scemare, prima a causa delle aspettative di allentamento della politica monetaria e poi ulteriormente aiutate dalla correzione dei conti adottata dal governo con l'assestamento di bilancio". La crescita attesa per il biennio 2019-2020 è legata specialmente "ai consumi privati, sostenuti dai prezzi dell'energia più bassi e dal reddito di cittadinanza": nonostante l'iniziale diffidenza riguardo alla misura del Movimento Cinque Stelle, ad oggi la Commissione sembra valutare positivamente il reddito di cittadinanza. Non si può dire lo stesso invece del cavallo di battaglia della Lega, quota 100, che già ieri era stata bocciata dall'Ecofin: i ministri economici degli Stati membri, nelle loro raccomandazioni, infatti hanno chiesto all'Italia di attuare le riforme del passato, facendo quindi scendere la spesa pensionistica. In altre parole, sì alla riforma Fornero e voto negativo su quota 100.

Brexit, un fattore positivo

Mentre per l'Ue, "a livello interno la Brexit resta la principale fonte di incertezza", per l'economia italiana al momento sembrerebbe rappresentare un fattore positivo, in quanto "la costituzione di scorte su larga scala da parte di società con sede nel Regno Unito ha contribuito a stabilizzare le esportazioni". L'export è fondamentale per il nostro Paese: secondo la Commissione "la crescita delle esportazioni dovrebbe perdere slancio nel 2019, ma rafforzarsi gradualmente nel 2020 sulla scia di una crescente domanda esterna".

In ogni caso, con livelli di rischio pronunciati in materia di crescita, l'Italia rimane sotto osservazione. Il Commissario per gli Affari economici, Pierre Moscovici, commentando le previsioni, ha affermato: "L'economia europea continua a crescere nonostante un contesto mondiale difficile. Tutti i paesi dell'UE sono previsti in crescita sia nel 2019 che nel 2020 grazie a un forte mercato del lavoro che sostiene la domanda. Dati i numerosi rischi che pesano sulle prospettive economiche, dobbiamo intensificare gli sforzi per rafforzare la resilienza delle nostre economie e della zona euro nel suo complesso."