I medici legali potranno tornare ad effettuare le autopsie sulle vittime di Covid-19. A stabilirlo è una nuova circolare del ministero della Salute, con cui vengono aggiornate le precedenti disposizioni sul settore funebre, cimiteriale e della cremazione. Secondo quanto si legge nel documento firmato dal direttore generale Prevenzione, Gianni Rezza, l’esecuzione delle autopsie nei casi acclarati di Coronavirus viene “svolta, anche in questa seconda fase emergenziale, con l’applicazione rigorosa dei protocolli di sicurezza”. Nella circolare si specifica che questo procedimento vale sia per i deceduti in ospedale a seguito di ricovero, sia per coloro i quali siano morti nel proprio domicilio.

Torna la possibilità di svolgere le autopsie

La questione delle autopsie era stata discussa nelle scorse settimane a seguito della precedente circolare ministeriale, che era stata contestata da medici e ricercatori. Il problema, infatti, riguardava l’importanza delle autopsie per poter capire le cause del decesso per i malati di Covid-19. Quella circolare prevedeva un’indicazione, anche se non un obbligo: “Non si dovrebbe procedere all'esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di COVID-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”.

Niente più limiti partecipanti ai funerali

La stessa circolare del ministero della Salute modificata oggi prevede novità anche per i funerali: decade il limite di partecipanti, finora fissato a 15. Bisognerà essere prudenti, rispettare le distanze e indossare le mascherine, ma non ci sarà più il limite di 15 partecipanti alle cerimonie funebri. L’aggiornamento riguardante il settore funebre prevede che nei cimiteri venga “consentito l'accesso del pubblico e sono permesse le cerimonie funebri, evitando assembramenti, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Al sindaco resta il potere di chiudere il cimitero (o una sua parte) nel caso in cui sia impossibile rispettare le misure di contrasto al contagio.