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Da giorni si rincorrono allarmi sulla giornata del 25 marzo a Roma, quando si terranno le celebrazioni per i 60 anni dei trattati istitutivi di quella che poi è diventata l'Unione europea. Era "dai tempi dei funerali di Giovanni Paolo II che non c'era una mobilitazione tale", hanno detto dalla Questura, che ha parlato di "uno degli apparati di sicurezza più imponenti degli ultimi 10 anni": in città saranno schierati più di 3mila agenti, unità cinofile, artificieri, finanzieri, tiratori scelti sui palazzi e 39 varchi d’accesso al centro storico. L'imponente spiegamento di forze è dovuto alla presenza dei vertici europei, e al fatto che durante la giornata si daranno il cambio almeno otto manifestazioni, tra presidi statici e cortei: contro l'Europa, contro "questa Europa" e per l'Europa.

Su una di queste iniziative, in particolare, si è levato un livello d'allarmismo piuttosto alto: Questura e Prefettura sembrano essere convinte della possibilità di disordini nel pomeriggio, tanto che sono stati vietati caschi, copricapi e altro vestiario "idoneo al travisamento o utile ad impedire l’identificazione", l'utilizzo di "petardi o altro materiale esplodente" ed è previsto il controllo di tutti gli zaini e le borse da parte degli agenti di polizia "anche in una logica di antiterrorismo".

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"Europe for all": libertà di movimento contro confini e austerità

Il primo corteo in programma per la giornata è "Libertà di movimento – Europe for all", promossa dalla coalizione La Nostra Europa, composta da associazioni nazionali e internazionali come Arci, Cgil, Legambiente, attivisti come Baobab Experience e parlamentari europei che si presenta come "una costellazione europea di esperienze sociali e politiche che, nelle pratiche mutualistiche, nell'autodeterminazione dei soggetti e nelle rotture conflittuali, siano in grado di contrastare politiche emergenziali, retoriche umanitarie, e sentimenti xenofobi". La manifestazione partirà alle 11 da piazza Vittorio Emanuele, per concludersi poi al Colosseo.

Secondo gli organizzatori, sostanzialmente, l’Europa che verrà celebrata il 25 marzo dai capi di Stato è "un continente ad (almeno) due velocità, segnato dalle politiche di austerity e che fonda la cooperazione interstatuale su accordi economici e quadrature di bilancio, mentre lascia morire sui propri confini chi fugge da condizioni drammatiche di esistenza e cerca rifugio e protezione in territorio europeo, nonché la possibilità di riprogettare il proprio futuro". Obiettivo del corteo è "ricollocare al centro del discorso la libertà di movimento, a maggior ragione se il palcoscenico è la città di Roma. Durante la presentazione dell'iniziativa, Raffaella Bolini dell'Arci ha sottolineato il "momento pericoloso" vissuto dall'Europa, dove si è creato un "circolo vizioso che rischia conseguenze tragiche" come "austerity, disuguaglianze, aumento della disoccupazione e della frustrazione sociale". La paura alimenta la crescita di movimenti razzisti, le prime vittime sono i migranti ma anche la nostra democrazia e i nostri diritti". Mentre i capi di Stato e di governo saranno a Roma, la manifestazione del 25 sarà "un'alternativa radicalmente europeista. Siamo convinti che il nostro messaggio sarà più forte".

"La Marcia per l'Europa"

Sempre alle 11 si è dato appuntamento un altro corteo, quello della "Marcia per l'Europa", organizzata dal Movimento Federalista Europeo. La mobilitazione – che partirà da piazza Bocca della Verità in direzione arco di Costantino – è stata promossa "contro il nazionalismo e il populismo. Per un'Europa che contrapponga l'unità alle vecchie divisioni e ai nuovi muri. Per un'Europa unita capace di mantenere le sue promesse di pace, libertà, sicurezza e prosperità. Per un'Europa capace di essere solidale e di condividere le responsabilità. Per un'Europa che protegge i valori e gli interessi europei nel mondo. Per un'Europa democratica che mette il potere nelle mani dei cittadini. Per un'Europa della speranza contro l'Europa della paura. Per un piano di rilancio dell'unità politica dell'Europa".

Giorgia Meloni e "Italia Sovrana in Europa"

In mattinata ci sarà anche un sit in di Fratelli d'Italia, "Italia sovrana in Europa". L'iniziativa si svolgerà all'Angelicum di via IV novembre dalle 10 e 30 e raccoglierà diverse personalità del mondo della destra. Giorgia Meloni ha spiegato che "non sarà una manifestazione di piazza e non parteciperemo a nessuna di quelle in programma per senso di responsabilità: non vogliamo in nessun modo creare ulteriori problemi ai romani e alle forze dell'ordine che avranno già da fare con i soliti noti dei centri sociali".

La proposta, ha spiegato Meloni, è la "realizzazione di una confederazione, un modello completamente diverso da quello verso il quale si vuole andare. Ribadiremo che non siamo noi a stare contro l’Unione europea ma i burocrati e gli usurai che la governano: loro hanno massacrato un sogno fatto di identità, di diritti, di popoli sovrani trasformandolo in una specie di comitato d’affari che fa gli interessi di pochi".

Alemanno, Storace e la destra "Contro questa Europa"

Un'altra parte della destra scenderà in piazza il pomeriggio, sfilando dalle 15 da piazza Santa Maria Maggiore ai Fori Imperiali "Contro questa Europa". Il corteo è organizzato dal "Polo Sovranista", una rinnovata unione tra Gianni Alemanno e Francesco Storace. All'iniziativa parteciperà anche Noi con Salvini e associazioni e movimenti identitari. Sarà "una manifestazione pacifica e tranquilla, di chi è contro l'Unione Europea e la critica civilmente", ha spiegato l'ex sindaco di Roma. Il Movimento nazionale per la sovranità ha preparato 20 capi di accusa contro l'Unione Europea, errori presenti nei Trattati di Roma che derivano dalla "negazione del valore della sovranità nazionale e popolare degli Stati membri". Storace e Alemanno hanno anche scritto una lettera a Giorgia Meloni per invitare lei e Fratelli d'Italia a partecipare al loro corteo.

Eurostop: in piazza contro Ue, Euro e Nato

La manifestazione attorno alla quale si stanno rincorrendo preoccupazioni e allarmi per possibili disordini è il corteo promosso dalla Piattaforma Sociale Eurostop, denominazione che riunisce diverse realtà come Usb, Unicobas, Rete dei Comunisti, Movimento No Tav Val di Susa, studenti in lotta e Movimenti e territori espressione del "no sociale" nato intorno al referendum dello scorso 4 dicembre. La mobilitazione partirà da porta San Paolo alle 14 e arriverà alla Bocca della Verità. Dovrebbe essere anche l'iniziativa che richiamerà maggiore partecipazione.

La Piattaforma Eurostop "dichiara apertamente che una prospettiva di cambiamento sociale di segno progressista ed egualitario sarà possibile solo uscendo dai trattati politici, economici e militari imposti dalle classi dominanti europee alle classi popolari nei vari paesi. Un primo passo, indispensabile per poter riprendere in mano la possibilità di decidere che paese e che mondo vogliamo costruire, non la soluzione miracolosa di tutti i problemi", si legge sul sito. Quindi, "fuoriuscita dall’Unione Europea, dall’Eurozona e dalla Nato per disegnare un alternativa radicalmente diversa per il nostro e gli altri popoli prigionieri nella gabbia della Ue". Secondo gli organizzatori, "il fatto che questa prospettiva venga finalmente sottratta alla destra e venga dispiegata come alternativa alle sconfitte e alle ambiguità della sinistra ‘unionista', sta facendo saltare i giochi e innervosire gli avversari di classe".

"Not My Europe": basta stragi nel Mediterraneo

Una rete di associazioni – tra cui Medici Senza Frontiere, A Buon Diritto, Medici per i Diritti Umani, Oxfam e molte di quelle che partecipano al corteo "Europe for All" della mattina – si riuniranno per un'azione di protesta alle 15 e 30 sulle rive del Tevere, sotto il Ponte di Castel Sant'Angelo, con gli interventi di Emma Bonino, Luigi Manconi, Gad Lerner, Moni Ovadia, Alessandro Pieravanti. Un'installazione sul rive del Tevere rappresenterà "le conseguenze delle politiche migratorie europee sulle persone, portando il Mar Mediterraneo nel cuore della capitale italiana".

"Le politiche migratorie dell’Europa sono fatte di muri, blocchi, accordi disumani con paesi di Africa, Asia e Medio Oriente. Condannano persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà a viaggi sempre più spesso mortali o le respingono verso la sofferenza che si sono lasciati alle spalle", scrivono gli organizzatori, che vogliono lanciare un "messaggio forte ai leader europei che saranno riuniti per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma: il destino di migranti e rifugiati ci riguarda. La strage continua nel Mediterraneo deve finire, attraverso l’apertura immediata di canali di ingresso regolare e protetto. Mostriamo ai leader l’altra faccia dell’Europa, che vogliamo accogliente e solidale".

Varoufakis e De Magistris

Il movimento Diem25, movimento europeo lanciato nel febbraio 2016 al Teatro Volksbuhne di Berlino "con un obiettivo semplice quanto dirompente: democratizzare l’Europa", si riunirà al Teatro Italia di via Bari, in zona Nomentana per lanciare "un percorso culturale e politico" e lanciare le "proposte per usire dal pantano". Saranno presenti tra gli altri Yanis Varoufakis, il regista britannico Ken Loach, il fondatore di Podemos Juan Carlos Monedero, i fondatori del nuovo partito polacco Razem, movimenti municipalisti di tante parti d’Europa, l'artista e vicepresidente del Parlamento spagnolo Marcelo Exposito, il sindaco d Napoli Luigi de Magistris.

Partito comunista contro l'Unione europea

Alle 16, a piazzale Tiburtino, ci sarà la manifestazione del Partito comunista, che scenderà in piazza per manifestare contro l’Unione Europea e "il culmine di una campagna di disinformazione e propaganda a favore della UE che va avanti da mesi, con spot televisivi, concorsi pubblici, iniziative nelle scuole e nelle università, con lo scopo di conquistare consenso popolare alle politiche europee e convincere le classi popolari che non esiste alcuna alternativa alla UE e a questo sistema".

Forza Nuova contro l'Ue a Primavalle

Anche Forza Nuova ha fatto sapere che scenderà in piazza "contro le politiche vessatorie e tiranniche dell'Unione Europea", con un corteo nel quartiere di Primavalle "per dire stop alla tirannia degli eurocrati di Bruxelles che con le loro scellerate politiche portano solo austerità, povertà e immigrazione. È il momento di dire basta alla sostituzione etnica in atto, figlia di una politica che sfratta gli italiani dalle case per assegnarle agli immigrati, una politica che favorisce il lavoro per gli stranieri e permette il licenziamento indiscriminato dei lavoratori italiani, già vittime di precariato e disoccupazione."