A volte ritornano. Per ora è solo il più classico dei toto-nomi, una lista lunghissima di possibili sottosegretari e viceministri che andranno ad occupare i 40 posti del sottogoverno Draghi. Ma tra di loro ci sono tanti volti più e meno noti: da Stefania Craxi a Lucia Borgonzoni, passando per Marianna Li Calzi, ex sottosegretaria sia nel governo Berlusconi che in quello D’Alema. La partita si chiuderà in queste ore, con le nomine che potrebbero arrivare o nel Consiglio dei ministri di questa mattina o comunque entro mercoledì. Sicuramente ci saranno tante donne, con l’obiettivo che siano almeno il 60% dei sottosegretari. Tanti i politici, quasi nessun tecnico. Il Movimento 5 Stelle ha perso qualche posto dopo la spaccatura in Parlamento: dovrebbe avere poco più di 10 sottosegretari, Lega e Pd forse 8 a testa, Forza Italia 7. Due spetterebbero a Italia Viva e uno o due a Leu, più qualcuno ai centristi che sostengono il governo.

I sottosegretari del Movimento 5 Stelle

La truppa più nutrita resterà quella del Movimento 5 Stelle. Tante conferme, ma anche nomi nuovi, come quelli di Gilda Sportiello (Sud), Barbara Floridia, Alessandra Maiorino e di Maria Pallini (per il Lavoro). Conferme possibili per Laura Castelli (al Mef), Stefano Buffagni (Mise o Transizione ecologica), Giancarlo Cancelleri (alle Infrastrutture o al Sud), Pierpaolo Sileri (Sanità) e Angelo Tofalo (Difesa). Possibile conferma anche per Carlo Sibilia al Viminale e Mirella Liuzzi al Mise. Tra le new entry si fanno i nomi di Luca Carabetta per la Transizione digitale e di Federica Dieni o Francesca Businarolo per la Giustizia. Per la Scuola i nomi sono quelli di Gianluca Vacca e Luigi Gallo, mentre per la Difesa si parla anche di Luigi Iovino. Sperano in una riconferma anche Emanuela Del Re e Manlio Di Stefano agli Esteri. Sembra esclusa, invece, una conferma di Vito Crimi, stando a quanto affermato dallo stesso reggente pentastellato.

Salvini vuole un uomo della Lega in ogni ministero di peso

Salvini vorrebbe avere un uomo di fiducia in tutti i ministeri del Pd e, in generale, in tutti quelli di peso. Al Viminale punta su Nicola Molteni o su Stefano Candiani, al Mef su Massimiliano Bitonci. Massimiliano Romeo potrebbe andare alle Infrastrutture, in alternativa a Edoardo Rixi. Molteni è in gioco anche per l’Agricoltura, mentre per la Giustizia potrebbe esserci Giulia Bongiorno. Dopo la sconfitta elettorale in Emilia-Romagna torna alla carica anche Lucia Borgonzoni, data tra le favorite per l’Istruzione.

Il Pd tra tante donne e qualche riconferma

Al maschile il Pd punta a confermare Andrea Martella all’Editoria, Antonio Misiani all’Economia e Matteo Mauri all’Interno. Si parla di una possibile delega agli Esteri o agli Affari Ue anche per l’ex ministro Enzo Amendola. Poi ci sono le donne: possibile la conferma per Marina Sereni agli Esteri, per Anna Ascani all’Istruzione, per Sandra Zampa alla Salute, per Simona Malpezzi ai Rapporti con il Parlamento, per Lorenza Bonaccarsi al Turismo, per Alessia Morani al Mise e per Francesca Puglisi al Lavoro. Altri nomi al femminile che circolano sono quelli di Ceclia D’Elia, dell’ex ministra Marianna Madia, di Chiara Gribaudo e di Valeria Valente.

I possibili sottosegretari di Forza Italia

Forza Italia vorrebbe esprimere nomi all’Industria, all’Agricoltura, all’Economia e alla Giusizia. La lista è lunga: Francesco Battistoni, Gilberto Pichetto Fratin, Maria Alessandra Gallone, Valentino Valentini, Andrea Mandelli, Giorgio Mulè, Francesco Paolo Sisto. E si torna a parlare anche di Stefania Craxi, magari per la Farnesina. Altro nome che circola è quello di Marianna Li Calzi, già sottosegretaria nel lontano 1994 nel governo Berlusconi, ma anche – successivamente – con i governi D’Alema e Amato.

Le altre caselle: da Iv a Leu e centristi

Leu punta a confermare il nome di Maria Cecilia Guerra, che potrebbe anche cambiare ministero. Altre ipotesi sono quelle di Francesco Laforgia e Rossella Muroni. Per Italia Viva si fanno i nomi di Ettore Rosato e Maria Elena Boschi, ma sembrano più plausibili le candidature di Gennaro Migliore e di Lucia Annibali per la Giustizia. Per quanto riguarda i partiti più piccoli, è ancora da capire quante caselle potranno occupare. I nomi che circolano con più insistenza sono quelli di Matteo Richetti e Riccardo Magi.