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Sondaggi politici, cala la fiducia nel governo Meloni: il centrosinistra supera il centrodestra

L’ultimo sondaggio Emg per Tg3 Linea Notte registra un calo della fiducia nell’esecutivo, che scende al 34%, mentre nelle intenzioni di voto il centrosinistra supera di poco il centrodestra. La maggioranza resta trainata da Fratelli d’Italia, ma la Lega continua a perdere terreno e consensi, soprattutto a causa del partito nascente di Roberto Vannacci. Sul fronte delle opposizioni, i numeri premiano il “campo largo”.
A cura di Giulia Renda
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La fiducia degli italiani nel governo guidato da Giorgia Meloni continua a non dare segnali di ripresa. Secondo l'ultimo sondaggio realizzato da Emg per Tg3 Linea Notte, l'esecutivo si ferma al 34% di giudizi positivi, un punto in meno rispetto alla precedente rilevazione. Un dato che arriva in una fase politicamente delicata per la maggioranza. Sul fronte interno, il centrodestra deve fare i conti con la crescita di Futuro Nazionale, il partito fondato dall'ex generale Roberto Vannacci, che secondo le ultime rilevazioni continua a guadagnare consensi soprattutto nell'elettorato più conservatore, mettendo sotto pressione la Lega e ridisegnando gli equilibri dell'area. Sul piano internazionale, invece, il governo è chiamato a gestire le tensioni legate alle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump e ai rapporti con gli alleati occidentali. In questo contesto, la linea seguita da Giorgia Meloni, che punta a preservare il profilo internazionale dell'Italia e il ruolo costruito negli ultimi anni, non sembra tradursi, almeno per ora, in un rafforzamento del consenso registrato dai sondaggi. Nel dettaglio, soltanto il 26% degli intervistati dice di avere "abbastanza" fiducia nel governo e appena l'8% ne ha "molta". Di contro, i giudizi negativi raggiungono il 66%: il 43% afferma di non avere "per nulla" fiducia, mentre un altro 23% ne esprime "poca".

Si tratta di dati che confermano una tendenza emersa anche in altre rilevazioni. Lo scorso 3 luglio, infatti, il sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24 mostrava un quadro simile: il 55% degli italiani dava un giudizio negativo sull'operato del governo Meloni, mentre il 35% lo valutava positivamente. Percentuali non perfettamente confrontabili, perché le domande fatte dai due istituti sono diverse, ma entrambe indicano un consenso meno solido rispetto a quello registrato nei primi anni della legislatura.

La differenza tra il giudizio sul governo e le intenzioni di voto è uno degli aspetti più interessanti che emergono dai sondaggi. Non è raro che un elettore continui a scegliere una coalizione pur esprimendo critiche sull'azione dell'esecutivo. È un fenomeno che negli ultimi mesi riguarda soprattutto il centrodestra: la maggioranza mantiene un bacino elettorale competitivo, ma cresce il numero di cittadini che giudica insufficiente l'operato del governo su temi come il costo della vita, la sanità pubblica, i salari e le liste d'attesa, questioni che continuano a occupare le prime posizioni tra le preoccupazioni degli italiani. Sul fronte delle intenzioni di voto, infatti, il distacco tra le due coalizioni si è ulteriormente assottigliato. Secondo Emg, il centrosinistra sale al 43,9%, mentre il centrodestra arretra al 42,8%, mezzo punto in meno rispetto alla precedente rilevazione.

Fratelli d'Italia resta saldamente il primo partito italiano con il 25%, un dato che continua a certificare la leadership di Meloni all'interno della maggioranza. Più movimentata la situazione tra gli alleati. Forza Italia cresce fino all'8,8%. La Lega, invece, si ferma al 7,4%, confermando di essere in una fase complicata che dura da tempo e che ha riacceso il dibattito interno sul futuro del partito e sulla leadership di Matteo Salvini.

Sul versante opposto, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si attesta al 21%, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte al 12,8%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra raggiunge il 6%. Italia Viva e +Europa si fermano rispettivamente al 2,5% e all'1,6%. Numeri che confermano come, almeno sulla carta, un'alleanza larga tra le principali forze di opposizione sarebbe oggi competitiva con il centrodestra. Sul piano politico, però, il percorso resta tutt'altro che semplice. Le differenze tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e le forze centriste continuano a pesare, soprattutto sui temi della politica estera, del riarmo europeo e delle alleanze future. A queste si aggiungono le tensioni con la sinistra più radicale, emerse chiaramente nei giorni scorsi durante la manifestazione del cosiddetto "campo largo" a Napoli, quando un gruppo di attivisti di Potere al Popolo ha interrotto il comizio dei leader dell'opposizione con cori e contestazioni.

L'episodio non cambia i rapporti di forza fotografati dai sondaggi, ma mette in evidenza una delle principali sfide del centrosinistra: trasformare un potenziale vantaggio elettorale in una coalizione realmente coesa. Se i numeri sembrano premiare l'ipotesi di un fronte unitario contro il centrodestra, la costruzione di un progetto condiviso continua infatti a fare i conti con divisioni e sensibilità politiche molto diverse, che vanno dall'area riformista fino alla sinistra di movimento.

Tornando alla rilevazione principale, emerge una tendenza piuttosto chiara: il governo Meloni conserva ancora una base elettorale ampia grazie alla forza di Fratelli d'Italia, ma attraversa una fase più complicata sul piano del consenso. I prossimi mesi, con la manovra economica, il confronto con l'Unione europea sui conti pubblici, diranno se questo rallentamento rappresenta una semplice oscillazione o l'inizio di una fase diversa della legislatura.

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