Nella giornata in cui il Movimento 5 Stelle sceglie il suo candidato alla presidenza in occasione delle elezioni regionali in Emilia Romagna di gennaio, i sondaggi confermano che la partita rimane a due, tra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni. Ed è il presidente uscente e candidato del Pd a essere in vantaggio di 2,5 punti percentuali. Secondo il sondaggio effettuato da Emg Acqua per Agorà, trasmissione di Rai 3, Bonaccini si attesta al 46,5%, mentre Borgonzoni – scelta dalla Lega e rappresentante del centrodestra – si ferma al 44%. Molto più indietro il candidato del Movimento 5 Stelle che, però, deve ancora essere scelto: ad oggi è stimato al 5,5%. Gli altri candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna raccolgono, in totale, il 4%.

Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto in Italia

Il sondaggio di Emg Acqua prende in considerazione anche le intenzioni di voto su tutto il territorio nazionale. Nell’ultima settimana quasi tutti i partiti perdono consensi: l’unica eccezione è rappresentata da Fratelli d’Italia, in crescita e al di sopra del 10%. In testa, nonostante un calo di mezzo punto percentuale, c’è la Lega, al 32%. Nettamente più indietro il Pd al 19,3% (-0,2%), mentre il Movimento 5 Stelle crolla al 15,7% (-0,6%). Quarto posto per Fratelli d’Italia al 10,4%, con Forza Italia ancora in calo (-0,2%) al 6,7%. Perde lo 0,1% anche Italia Viva che si ferma al 5,2%. Più indietro tutti gli altri partiti, con Azione al 2% insieme a +Europa, La Sinistra all’1,9%, Europa Verde all’1,5% e Cambiamo all’1%.

Gli italiani vorrebbero un premier o un capo dello Stato donna

La stessa rilevazione prende in considerazione il pensiero degli italiani sulla possibilità di avere come futuro premier o come futuro presidente della Repubblica una donna: il 74% si dice favorevole a questa ipotesi, mentre risponde di no il 7% e preferisce non rispondere il 19%. Altra domanda rivolta agli intervistati riguarda la tenuta del governo: il 40% del campione vorrebbe che questo governo cadesse e si tornasse al voto, mentre il 38% vorrebbe che l’esecutivo andasse avanti fino alla fine della legislatura. Inoltre, il 10% preferirebbe che questo governo cadesse e se ne formasse un altro, evitando nuove elezioni, mentre il restante 12% ha scelto di non rispondere.