La decisione degli iscritti alla piattaforma Rousseau, che hanno stabilito che il Movimento 5 Stelle dovrà partecipare alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, rischia di mettere in difficoltà Stefano Bonaccini. Il presidente di Regione uscente, nonché candidato del Pd, parte comunque coi favori del pronostico per le elezioni regionali che si terranno a gennaio 2020. Ma la decisione del M5s di presentare una sua lista con un suo candidato, così come annunciato da Luigi Di Maio, cambia lo scenario, almeno stando ai sondaggi. In particolare, è la rilevazione effettuata dall’istituto Noto per Porta a Porta, la trasmissione di Rai 1, a svelare il possibile quadro delle elezioni regionali in Emilia Romagna. La corsa è a due: tra il dem Stefano Bonaccini e la leghista, sostenuta dal centrodestra unito, Lucia Borgonzoni.

Sondaggi, con il candidato M5s Bonaccini rischia

Il sondaggio è stato effettuato prima che il Movimento 5 Stelle ufficializzasse la sua volontà di partecipare alle elezioni regionali con il voto sulla piattaforma Rousseau. Per questo motivo prende in considerazione tre possibili scenari. Il primo è quello che, in effetti, si dovrebbe realizzare. Almeno stando agli annunci di Di Maio: il M5s correrebbe da solo, con un suo candidato presidente. In questo caso Bonaccini sarebbe in testa di un solo punto percentuale: 45% contro il 44% di Borgonzoni. Molto più indietro il candidato del M5s, fermo all’8%.

Sondaggi Emilia Romagna, le altre possibilità

La rilevazione effettuata da Noto per Porta a Porta, però, considera anche altri due possibili scenari. Che ora sembrano essere esclusi dai vertici pentastellati, ma che potrebbero anche tornare di attualità. Il secondo caso è quello di un voto senza la partecipazione dei 5 Stelle: con questa opzione Bonaccini avrebbe un margine più ampio su Borgonzoni: 49% contro 46%. C’è poi un terzo possibile scenario, quello in cui i 5 Stelle si presentino alla tornata elettorale emiliano-romagnolo, ma decidano di farlo sostenendo la candidatura di Bonaccini: in questo caso, per ora escluso da Di Maio, il vantaggio del presidente uscente sarebbe più netto: 52% dei voti contro il 46% della candidata leghista.