Italia Viva salva Alfonso Bonafede e il governo guidato da Giuseppe Conte. Matteo Renzi, leader di Iv, interviene per le dichiarazioni di voto in Aula al Senato e annuncia il voto contrario alle mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia. Renzi afferma: "Se votassimo oggi secondo il metodo che il ministro della Giustizia ha usato nella sua esperienza parlamentare contro i precedenti governi, lei oggi dovrebbe andare a casa. Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi. Essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere le proprie famiglie a subire l’onta di un massacro mediatico fa male. La notte la passi a pensare che è colpa tua. Parto da una riflessione personale, poi passo alla politica. Perché è la politica che ci guida, non il populismo. Siccome partiamo dalla politica, nell’annunciare che voteremo contro le mozioni di sfiducia, riconosciamo al centrodestra e alla senatrice Bonino che hanno posto dei temi veri. E ve lo dico dicendo che non li voteremo per motivi politici, in primis per ciò che ha detto il presidente del Consiglio, che ha detto che in caso di voto di parte della maggioranza contrario all’operato ne avrebbe tratto le conseguenze politiche. Quando parla il presidente del Consiglio si rispetta istituzionalmente".

Renzi: no sfiducia per evitare crisi di governo

Renzi spiega che non voterà la sfiducia per evitare la crisi di governo, perché "in un Paese che vede il debito pubblico andare verso il 160% e la disoccupazione prevista a fine anno del 15%" è necessario rispettare ciò che dice il presidente del Consiglio, se si fa parte della maggioranza di governo. Il leader di Iv prosegue, parlando di Conte: "Riconosco al presidente del Consiglio di aver dato negli ultimi giorni dei segnali importanti sull'Irap, sulla regolarizzazione al fianco del ministro Bellanova, sulle riaperture e tuttavia, signor presidente del Consiglio, c'è ancora molto da fare".

L'appello di Renzi a Bonafede

Poi Renzi torna a parlare di Bonafede: "Se a febbraio il ministro della giustizia ci avesse ascoltato sul Dap ciò che è accaduto sulle scarcerazioni non sarebbe avvenuto. A noi non interessa un sottosegretario ma sbloccare i cantieri e velocemente. Quando noi portiamo delle idee non stiamo, come dice qualche suo zelante collaboratore, cercando visibilità, ma affermando dei concetti".

Rivolgendosi ancora al ministro della Giustizia, l’ex presidente del Consiglio prosegue: “Non si fa politica pensando alla legge del taglione: certe sue espressioni sul giustizialismo ci hanno fatto male. Disse ‘se c’è un sospetto anche chi è pulito si dimetta'. No, bisogna rifiutare la cultura del sospetto, definita da Falcone l'anticamera del komeinismo”. Renzi conclude con un appello a Bonafede: “Faccia il ministro della Giustizia e non dei giustizialisti e vedrà che ci avrà al suo fianco”.