Domenico Arcuri si occuperà anche della ripresa della scuola, con il ruolo di commissario per la gestione e l’organizzazione del nuovo anno scolastico. Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza, è intervenuto a Uno Mattina Estate, su Rai 1, sottolineando l’importanza della ripartenza del nuovo anno scolastico e del ritorno alla quasi normalità nelle classi italiani: “L’apertura della scuola in sicurezza è il primo grande atto di ripresa della nostra comunità”. Arcuri si sta occupando anche dell’acquisto dei test sierologici da effettuare per il personale scolastico, anche se solo su base volontaria, come ha precisato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. “Nei giorni scorsi – ricorda Arcuri – abbiamo fatto il bando pubblico accelerato affinché tutto il personale, docente e non, possa fare il test sierologico prima della riapertura delle scuole che deve avvenire in sicurezza”.

I test sierologici sul personale scolastico

La questione dei test sierologici sul personale scolastico è centrale per Arcuri: “È un obiettivo molto importante. Questo vuol dire fare test a chi frequenta i plessi, dare mascherine gratuite a studenti e personale con la nostra produzione. Vuol dire abbassare il livello di preoccupazione dei genitori e dei ragazzi”. Poi il commissario straordinario si sofferma anche sul capitolo mascherine: oggi tutte quelle necessarie vengono prodotte nel nostro Paese.

Arcuri: Italia autosufficiente su mascherine

Sulle mascherine Arcuri prosegue: “Il punto a cui siamo è che abbiamo una produzione completamente autosufficiente, in 120 giorni è un risultato straordinario. Non importiamo più mascherine e non facciamo più competizione con gli altri Paesi. Siamo autosufficienti, abbiamo ricevuto dagli altri Paesi una grande solidarietà, oggi stiamo iniziando a restituire, siamo noi che ora le inviamo in altri luoghi che ne hanno bisogno”.

Arcuri: abbiamo restituito libertà, ora responsabilità

Arcuri parla anche delle limitazioni imposte dal Coronavirus: “La libertà è un valore ineguagliabile, non negoziabile. Abbiamo potuto restituirla a noi stessi e ai nostri cittadini ai quali ora chiediamo responsabilità. Responsabilità che non può essere scambiata con la libertà. Questo vuol dire allora usare dispositivi di protezione, evitare assembramenti, sanificare le mani, gestire decentemente il distanziamento. Sono cose realistiche e possibili, semplici. Lo dico soprattutto ai giovani. Dobbiamo conservare la libertà con qualche accorgimento necessario per fare in modo che non si riproponga quanto accaduto nei mesi di marzo e aprile”.

La pandemia, spiega ancora Arcuri, anche se “recede nel nostro Paese non è finita”. Ma “finirà nel mondo quando miliardi di dosi di vaccino saranno disponibili e potranno essere somministrate ai cittadini del mondo che ne hanno bisogno. Questo momento non è ancora arrivato. Noi abbiamo fatto uno sforzo straordinario del quale bisogna ringraziare tutti i cittadini, siamo entrati in emergenza ed eravamo il secondo Paese al mondo per numero di contagiati, oggi siamo il dodicesimo. Questo vuol dire che siamo stati una comunità coesa e responsabile. Dobbiamo adesso continuare in questa coesione e in questa responsabilità e comprendere che il Coronavirus non è ancora  stato sconfitto”.