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Governo Draghi
20 Gennaio 2021
09:11

Salvini e quella frase di Grillo sui senatori a vita: “Muoiono troppo tardi”

Salvini contro i senatori a vita, colpevoli di votare la fiducia al Governo Conte. Il leader della Lega ha citato una frase di Beppe Grillo, scatenando l’ira dell’Aula: “I senatori a vita non muoiono mai o almeno muoiono un po’ troppo tardi”. In senato scoppia il caos, Salvini chiede ai 5 Stelle di chiedere scusa e poi discute con Liliana Segre, venuta a Roma a 90 anni per votare sì.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Salvini infiamma il Senato con una frase di Beppe Grillo. In un passaggio del suo discorso di ieri, il leader della Lega se l'è presa con i senatori a vita, colpevoli di sostenere il Governo Conte, citando il fondatore del Movimento 5 Stelle. Le parole di Salvini hanno avuto ancora più impatto perché pronunciate davanti alla senatrice a vita Liliana Segre, arrivata a Roma per sostenere Conte, nonostante i novant'anni e il pericolo Covid. "Noi speriamo che lei liberi la poltrona che sta ostinatamente difendendo con tutti i mezzi necessari", ha detto Salvini rivolgendosi al presidente del Consiglio, e poi "ricordo ai senatori a vita, che legittimamente si apprestano a votare la fiducia insieme ai colleghi dei 5 Stelle all'avvocato Conte, cosa diceva il leader dei 5 stelle poco tempo fa dei senatori a vita". E qui cita la frase: "I senatori a vita non muoiono mai o almeno muoiono un po' troppo tardi".

Mentre scoppia il caos in Aula, Salvini ripete: "Che coraggio che avete ragazzi, che coraggio senatori a vita, che coraggio, che coraggio…". Poi viene interrotto dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati: "Senatore Salvini, non mi sembra appropriata questa sua considerazione". Lui risponde prontamente: "Parole e musica di Beppe Grillo", alzando ulteriormente i toni. "Mi è sembrato veramente irrispettoso nei confronti dei senatori a vita", insiste Casellati, che cerca di calmare la situazione in Senato, che si è fatta caldissima: "State tranquilli, altrimenti interrompo l'Aula", minaccia.

Quando torna la calma, Salvini riprende la parola e scarica sui nemici grillini il peso della sua citazione: "Sono d'accordo con lei che le parole dette sono disgustose – attacca il leader della Lega – quindi il senatore dei 5 stelle che interverrà dopo di me chiederà scusa a nome di Grillo e del Movimento 5 Stelle per queste parole, ne sono sicuro". In Aula c'è stato anche un confronto abbastanza teso tra Salvini e Liliana Segre, dopo l'intervento del leader leghista. I due già erano stati al centro della polemica dopo la questione della Commissione contro l'odio proposta dalla senatrice a vita.

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