Dopo l’annuncio di una manifestazione prevista per il 25 ottobre davanti al Senato, il MoVimento 5 Stelle chiama in causa anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tentativo di bloccare la legge elettorale che nei prossimi giorni sarà in discussione a Palazzo Madama, il cosiddetto Rosatellum bis. “Come prima forza politica del paese – si legge in un post sul blog di Grillo – chiediamo a Mattarella, nell’ambito della sua funzione di moral suasion sulle forze politiche e sulle istituzioni della Repubblica, di intervenire affinché questi punti d’incostituzionalità vengano rimossi dal testo”. Secondo Simone Valente, capogruppo alla Camera, e Giovanni Endrizzi, capogruppo al Senato, e firmatari del post, “il tempo perché la legge elettorale venga migliorata c’è”.

L’assunto da cui parte il post è che “i costituzionalisti hanno affermato che il Rosatellum bis presenta palesi profili di incostituzionalità”. Per questo motivo, “se i partiti dovessero essere sordi anche alla moral suasion del presidente della Repubblica”, allora il MoVimento chiederà a Mattarella di valutare la possibilità di non firmare la legge e di rinviarla alle Camere, verificando “i profili di incostituzionalità”.

I maggiori costituzionalisti italiani sono stati sentiti al Senato – spiega il post – in commissione Affari costituzionali "in merito alla legge elettorale che il Parlamento sta esaminando. E ciò che hanno detto dimostra chiaramente tutta la pericolosità di questa legge”.

Nel post sul blog si spiega ancora:

La legge elettorale è materia delicata e di garanzia, perché riguarda le regole del gioco della nostra democrazia: approvarla alla Camera a sei mesi dalle elezioni, con un voto di fiducia, è stato già un atto di violenza. Adesso far andare il Paese a votare ancora una volta con una legge incostituzionale – che poi la Corte Costituzionale potrebbe bocciare, come già avvenuto per il Porcellum e l’Italicum – sarebbe uno strappo irreparabile per la nostra democrazia. E il presidente Mattarella, se dovesse firmare questa legge elettorale, sarebbe anche lui tra i responsabili. In base all’articolo 91 della nostra Costituzione, il Capo dello Stato presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi a tutto il Parlamento. È il garante della nostra Carta costituzionale ed è l’unico che può impedire che il Parlamento calpesti i nostri principi costituzionali come invece sta avvenendo.

Nel post, inoltre, vengono riportati alcuni passaggi degli interventi di alcuni costituzionalisti nel corso delle audizioni avvenute al Senato. I punti principali sottolineati dal M5s riguardano sia dettagli tecnici della legge e del nuovo sistema elettorale sia la decisione di ricorrere alla questione di fiducia per l’approvazione alla Camera.