Riforma della giustizia
20 Marzo 2012
15:57

Riforma della giustizia e concussione, l’emendamento del Pd che complica il dibattito

Il discusso emendamento del Partito democratico, tra accuse di legge ad personam che salva Berlusconi dal Processo Ruby e giustificazioni europee, sta alimentando il dibattito sulla riforma della giustizia.
A cura di Antonio Palma
Il discusso emendamento del Partito democratico, tra accuse di legge ad personam che salva Berlusconi dal Processo Ruby e giustificazioni europee, sta alimentando il dibattito sulla riforma della giustizia.
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Il Governo Berlusconi è caduto da un pezzo, ma il Cavaliere continua ad essere al centro della discussione politica italiana per due caratteristiche molto discusse ai tempi del suo mandato, i processi a suo carico e le leggi ad personam. Questa volta non c'entra l'Esecutivo né il Pdl, ma strano a dirsi ciò che sta infiammando partiti e parlamentari è un discusso emendamento presentato dal Pd per riformare il reato di concussione, lo stesso reato di cui è accusato Berlusconi nel Processo Ruby a Milano e che con la riformulazione del Partito Democratico diverrebbe nullo.

Un provvedimento all'interno della riforma della giustizia – L'emendamento del Pd si colloca all'interno della tanto discussa riforma della giustizia che il Ministro Severino sta cercando di approntare con l'appoggio dei partiti prima del definitivo voto in Parlamento, ma il provvedimento rischia di mettere in pericolo tutti i processi in corso per questo reato. A lanciare per primi l'allarme gli stessi magistrati di Milano che qualche giorno fa dopo l'incontro tra Monti e i partiti hanno richiamato l'attenzione sull'ennesima correzione legislativa che va a depotenziare un processo a carico dell'ex Premier. Il procedimento giudiziario in questione è quello del Processo Ruby che vede accusato Berlusconi di prostituzione minorile e di concussione, ovvero di aver approfittato del suo ruolo per ottenere il rilascio della ragazza arrestata dalla Polizia.

Le precisazioni del Pd – Preoccupazioni eccessive quelle dei Pm secondo la capogruppo in Commissione giustizia alla Camera del Pd, Donatella Ferranti, prima firmataria dell'emendamento. Nella bozza, infatti, spiega la Ferranti viene abolito il reato di concussione ma gli stessi comportamenti puniti oggi rientreranno nei reati di estorsione e corruzione con un aggravamento delle pene e un allungamento della prescrizione. Respinta con sdegno l'ipotesi di una legge ad personam per Berlusconi, in quanto la presentazione dell'emendamento secondo la deputata era stata fatta ben prima della notizia delle indagini. Sicuramente però un emendamento che è piaciuto al segretario del Pdl Alfano che lo ha ripescato proprio in questi giorni di discussione sul decreto anticorruzione voluto dal Ministro Severino e promesso all'Europa.

La controversia delle richieste europee – E proprio le presunte promesse all'Ue e i consigli dall'Europa sulla riforma della giustizia sono uno dei punti fondamentali dello scontro sulla riforma della concussione. Se per la stessa Ferranti e per la capogruppo Pd Finocchiaro è anche una risposta “alle sollecitazioni dell’Ocse” che avrebbe chiesto all'Italia una modifica in tal senso, per molti altri invece è solo una contropartita politica affinché si approvi la riforma della giustizia e venga abrogato l'emendamento sulla responsabilità civile dei giudici. Sia L'Ocse che la Convenzione europea contro la corruzione, che da anni aspetta di essere ratificata dal Parlamento, prevedono pene severe ed efficaci contro la corruzione ma non impongono una modifica del reato di concussione se non per il fatto di perseguire anche il concusso.

Una trattativa molto complessa – Certamente una discussione molto tesa e incerta quella sulla riforma della giustizia che dovrà affrontare il Governo e il Ministro Severino che conferma di voler trovare "una soluzione unitaria ed equilibrata". Il problema come chiarisce lei stessa "sta non solo nel descrivere chiaramente le condotte punibili, ma anche e soprattutto nel consentire di distinguere comportamenti solo moralmente riprovevoli da quelli penalmente rilevanti". Ed è proprio in questo travaso di comportamenti da un reato all'altro che al di là del Processo Ruby si rischia di lasciar fuori condotte non regolari che avvantaggino i corruttori invece di punirli.

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