Renzi Vinitaly

Il nostro paese deve "uscire dal piagnisteo costante" perché "il mondo vuol bene all'Italia. Chi parla peggio degli italiani siamo noi". L'ha ripetuto ancora una volta il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a Vinitaly a Verona, dove è stato accolto alla manifestazione veronese anche da una contestazione: tra fischi e grida "Buffone". "Smettiamola di piangerci addosso – ha aggiunto – Bisogna avere un pochino di voglia di metterci in gioco: per troppo tempo abbiamo pensato che l'e-commerce fosse roba da addetti ai lavori. Nei prossimi cinque anni la percentuale di e-commerce nelle aziende cambierà in modo straordinario".

"L'Italia riparte se tutti noi smettiamo di lamentarci – ha detto Renzi – intendiamoci, molte cose vanno cambiate in particolare nella burocrazia che è il nostro più grande avversario, stiamo facendo regole nuove, stiamo dando dei tempi, diamo tempi stretti alla conferenza dei servizi. E il governo, deve essere chiaro, sta attentissimo anche a quelle che sembrano piccole cose, ai problemi dei Comuni". Secondo il presidente del Consiglio, "dobbiamo avere sempre più un rapporto di collaborazione tra il fisco e le imprese perché deve essere più semplice avere un rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Noi giorno per giorno faremo di tutto perché alle parole seguano i fatti, siamo in prima linea perché finalmente la burocrazia possa essere finalmente aggredita, ma voi aiutateci a raccontare un'Italia di speranza".

Quello che è importante, per Renzi, è la comunicazione, lo "storytelling": "Il racconto del paese è fondamentale. Vi hanno detto per anni che lo storytelling è inutile. È una barzelletta". Un racconto che, ha detto il presidente del Consiglio, "stiamo cercando di cambiare". Aggirandosi tra gli stand del Vinitaly, Renzi ha commentato il nostro paese "ha perso negli ultimi anni troppe opportunità in questo settore", ricordando che "due anni fa eravamo a 4,9 miliardi di vino esportati. Nel 2015 l'aumento è stato del 10% a 5,4 miliardi. Arriveremo a 7 miliardi e mezzo nel 2020. Ma se non scommettiamo su innovazione non abbiamo futuro".