In foto: il Parlamento europeo a Strasburgo.
in foto: In foto: il Parlamento europeo a Strasburgo.

L’intesa al Consiglio europeo è stata trovata dopo lunghi giorni di trattative. Ora, però, c’è da convincere anche il Parlamento europeo. Che, pur accogliendo positivamente l’accordo sul Recovery Fund, non manca di criticare molti punti dell’intesa. E chiede altri negoziati, attraverso una risoluzione di maggioranza (che verrà votata domani) che non risparmia critiche su molti aspetti dell’accordo. La risoluzione è stata firmata da Popolari, Socialisti, Verdi, Renew Europe e la sinistra di Gue. Le critiche riguardano sia il Recovery Fund, in particolare per la riduzione della parte relativa ai sussidi, sia il bilancio pluriennale dell’Ue, che vede una serie di tagli aspramente criticati dagli eurodeputati. Il Parlamento, anche attraverso il suo presidente David Sassoli, annuncia nuove negoziazioni per migliorare il piano predisposto dal Consiglio europeo.

Il Parlamento, comunque, accoglie positivamente l’accordo, ma “lamenta la riduzione della parte relativa ai sussidi nell’accordo finale”. Inoltre l’Europarlamento “non accetta l’accordo politico sul bilancio pluriennale 2021-2027”, dicendosi pronto ad aprire le negoziazioni con il Consiglio per migliorare la proposta. Le critiche, in alcuni punti, sono esplicite, tanto da criticare i capi di governo che hanno preso decisioni che seguono gli interessi nazionali, a scapito dell’interesse generale.

I punti contestati dal Parlamento europeo

Gli eurodeputati contestano soprattutto una serie di tagli sul bilancio pluriennale dell’Ue. Si parte dai tagli all’educazione e all’innovazione, con riferimento, per esempio, alla riduzione dei fondi per il programma Horizon sulla ricerca. Critiche anche per la riduzione dei fondi per le riconversioni verdi, così come per il programma riguardanti i migranti e la gestione delle frontiere. Altra critica riguarda invece il Recovery Fund: si sarebbe dovuto pensare a un meccanismo ponte, secondo il Parlamento, per permettere di rendere subito disponibili parte dei fondi, senza aspettare il 2021.

L’Europarlamento lamenta con forza che “il Consiglio europeo ha significativamente indebolito gli sforzi della Commissione e del Parlamento”. E anche su questo si terrà domani il confronto in Aula alla presenza di Charles Michel e Ursula von der Leyen, che dovranno rispondere alle critiche dei deputati. Che lamentano anche criticità sul meccanismo di governance e sull’annacquamento dei principi sullo Stato di diritto sul Recovery Fund. Infine il Parlamento chiede anche di stoppare i rebates, ovvero gli sconti sui contributi per gli Stati che ricorrono in maniera inferiore ai fondi Ue.

Le soluzioni per il finanziamento delle risorse

Secondo la risoluzione di maggioranza ci sono solo tre strade percorribili per il finanziamento delle risorse. La prima possibilità sono i tagli ai programmi con valore aggiunto fino al 2058; la seconda è un aumento dei contributi degli Stati membri; la terza è quella di creare nuove risorse proprie. Unica soluzione ritenuta però realmente percorribile per ripagare i debiti salvando il bilancio dell’Ue. Quindi bisognerebbe pensare su proposte come la tassa sulla plastica,  quella sulle emissioni nocive o alla digital tax per permettere all'Ue di avere proprie risorse.