Radio Radicale fa un altro passo verso la salvezza. Questa mattina è passato, nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, un emendamento del Partito Democratico per concedere un finanziamento di ulteriori 3 milioni di euro per il 2019. Il testo del Pd è stato modificato su richiesta della Lega di Matteo Salvini, che aveva presentato, così come i dem, un'altra proposta bocciata un mese fa. L'emendamento al dl crescita è passato con i voti favorevoli di Lega, Pd e tutti gli altri partiti, tranne il Movimento 5 Stelle, che continua ad essere contrario, con il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, che ha dato parere negativo. Mentre il governo si spacca sull'ennesima questione, i due firmatari dell'emendamento, i democratici Roberto Giachetti e Filippo Sensi, esultano per il risultato ottenuto. Il primo, che era stato ricoverato meno di un mese fa a causa dello sciopero della fame e della sete iniziato per protestare contro il mancato rinnovo alla convenzione di Radio Radicale, ha commentato su Twitter: "Anche se con un contributo inferiore alle necessità, abbiamo approvato un emendamento che stanzia 3 milioni per radio radicale nel 2019. Per ora la radio è salva".

Mentre Filippo Sensi, con l'account del suo blog Nomfup, ha pubblicato il testo dell'emendamento, in cui si legge:

1. Le imprese radiofoniche private che abbiamo svolto attività di informazione di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 230, mantengono il diritto all'intero contributo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 250, e dalla legge 14 agosto 1991, n. 278 […]

2. Al fine di favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali delle imprese di cui al comma 1, la Presidenza del Consiglio dei Ministri corrisponde alle citate imprese un ulteriore contributo di euro 3.000.000 per l'anno 2019.

"Questo il testo del nostro emendamento, riformulato e approvato", scrive Sensi, che in altri due tweet precedenti aveva mostrato prima i lavori in Commissione e poi l'approvazione dell'emendamento, con i deputati del Partito Democratico con la mano alzata. Dunque i 3 milioni di euro di finanziamento dovranno servire a favorire la conversione in digitale di Radio Radicale, ma anche a conservare gli archivi multimediali.

Di Maio ammette: "La maggioranza oggi si è spaccata"

"Oggi la maggioranza di governo si è spaccata, per la prima volta – scrive il leader del Movimento 5 Stelle su Facebook – È stato così, è inutile nasconderlo". Sulla questione Radio Radicale il governo si è diviso, "su una proposta presentata dai renziani del Pd che prevede di regalare altri 3 milioni di euro di soldi pubblici". Con "grande sorpresa – scrive ancora Luigi Di Maio – la Lega ha votato a favore", mentre "il MoVimento 5 Stelle ha ovviamente votato contro". Nel corso degli anni "sono stati dati circa 250 milioni di euro di soldi pubblici a Radio Radicale – continua il capo politico pentastellato – che è una radio privata. Eppure, non si sa come, Radio Radicale oggi dice che gliene servono altri".

"Siamo arrivati al paradosso secondo cui, dopo aver stanziato nuovamente per il 2019 ben 9 milioni di euro, oggi il Pd ne ha persino chiesti altri 3 – spiega Luigi Di Maio – E tutti i partiti, compresa la Lega, gli hanno detto di sì, hanno votato per regalare altri soldi delle vostre tasse a una radio privata". Secondo il capo politico e il suo Movimento questa "è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini", spiegando "perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd".

Salvini: "Non si chiude una radio con un tratto di penna"

"Io ho sempre detto che non si chiude una radio, un giornale, una televisione con un emendamento o un tratto di penna: bisogna lasciare tempo e rispettare il lavoro fatto", ha spiegato Matteo Salvini dopo la spaccatura di questa mattina nella maggioranza sulla questione Radio Radicale. E soprattutto, ha sottolineato il leader della Lega, con Di Maio "chiariremo tutto anche in questo caso", rispondendo all'invito del capo politico del Movimento 5 Stelle a "rendere conto ai cittadini" di questa decisione.