Scontri in commissione alla Camera dopo lo stop definitivo agli emendamenti al decreto Crescita, che chiedevano una proroga per la convenzione di Radio Radicale. Tutti i gruppi sono intervenuti per tentare di far cambiare il Movimento 5 Stelle, che ha fatto mancare l'unanimità. La Lega e il Pd avevano presentato ricorso contro la bocciatura dei loro emendamenti, giudicati inammissibili. Duro l'affondo della dem Silvia Fregolent contro il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi, accusato di fare "il Ponzio Pilato". Come aveva già preannunciato il sottosegretario con delega all'editoria Vito Crimi dunque la posizione del governo non cambia.

Intanto per il deputato Roberto Giachetti (PD) è il quinto giorno di digiuno. Il Comitato di redazione dell'emittente gli ha chiesto di sospendere la protesta: "Prendiamo atto che in Parlamento sembra prevalere la volontà di spegnere Radio Radicale e di cancellare un servizio pubblico che dura da 43 anni buttando in strada oltre 100 persone che senza fatti nuovi perderanno il loro lavoro. Speriamo che in Aula le cose possano cambiare ma chi sta tentando di cancellarci può stare sicuro che non lasceremo nulla di intentato e andremo fino in fondo per difendere il nostro lavoro e la nostra storia – hanno scritto in una nota – Ringraziamo Roberto Giachetti per la sua generosa iniziativa nonviolenta e gli chiediamo di sospendere almeno lo sciopero totale della sete per riorganizzare insieme la lotta per la vita di Radio Radicale. Non resteremo inermi e in silenzio di fronte ad un atto che non ha altra giustificazione se non quella di colpire un'esperienza unica come Radio Radicale nel quadro dell'attacco più generale in corso contro l'informazione democratica nel nostro Paese".

"La decisione di non riammettere gli emendamenti per Radio Radicale è di una gravità inaudita. Faremo di tutto per salvare articolo 21 della Costituzione contro i soprusi del M5S", ha commentato su Twitter il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

"L'ostinato rifiuto di ritenere ammissibili gli emendamenti finalizzati a evitare la chiusura di Radio radicale da parte dei presidenti delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera è un chiaro segnale del disegno di spegnere una voce libera e indipendente dell'informazione qual è Radio radicale. Viene impedito ai parlamentari di discutere e votare. Nel ribadire l'impegno del gruppo del Pd a proseguire nella battaglia per Radio radicale, con la risolutezza che sta dimostrando Roberto Giachetti nella sua azione non violenta, rinnovo a Roberto l'invito a sospendere lo sciopero della fame e della sete", ha detto Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera.