La proposta della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, è di riaprire le scuole il 14 settembre. Un ritorno in classe tanto atteso dopo i lunghi mesi di chiusura per l’emergenza Coronavirus e che dovrà tener conto delle linee guida su cui governo, regioni ed esperti stanno discutendo in queste ore, dopo la pubblicazione di una prima bozza delle linee guida. Per quanto riguarda la data di rientro in classe, però, restano dei dubbi. Innanzitutto perché la proposta di Azzolina è quella di riaprire le scuole nello stesso giorno in tutta Italia. Tanto che la ministra aveva annunciato su Facebook che “le scuole riapriranno in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”. Bisognerà ora capire se dal ministero arriverà un’imposizione alle Regioni della data che verrà stabilita (quella proposta, ricordiamolo, è il 14 settembre) o se resterà in piedi l’autonomia tanto delle Regioni quanto dei singoli istituti.

Come viene stabilito il calendario scolastico

L’emergenza Covid potrebbe variare le procedure per la determinazione del calendario scolastico. Secondo quanto scritto da Azzolina, si potrebbe far largo l’idea di imporre una data unica nazionale. Ma normalmente il calendario viene stabilito lasciando molta autonomia a Regioni e scuole. Il ministero pubblica ogni anno il calendario nazionale, comprendendo l’elenco delle festività, la data degli esami e i giorni delle singole prove della maturità, uguali in tutta Italia. Le Regioni predispongono poi il loro calendario, seguendo le indicazioni del ministero ma mantenendo una certa autonomia. E tenendo conto di fattori specifici territoriali, come quelli climatici, turistici, e di alcune specifiche festività.

Una volta stilato il calendario regionali, ogni singolo consiglio d’istituto fa una propria valutazione. E può apportare altre modifiche, che devono però essere giustificate da motivazioni valide. L’importante è che i giorni di lezione previsti siano almeno 200, anche se le Regioni solitamente prevedono giorni in più per evitare eventuali imprevisti che comportano delle chiusure più o meno prolungate. Tutta questa procedura, comunque, quest’anno potrebbe anche essere modificata a causa dell’emergenza sanitaria.

Il calendario delle riaperture delle scuole Regione per Regione

In attesa di regole nazionali che potrebbero cambiare il quadro della situazione, alcune Regioni hanno già emanato delle delibere sulla riapertura delle scuole. L’ultima in ordine di tempo è stata la Basilicata, che ha stabilito (con una delibera del 17 giugno) che la ripresa della scuola è prevista per il 14 settembre e le elezioni si protrarranno fino all’8 giugno. Con una modifica al calendario nazionale che prevede un ponte per l’Immacolata con scuole chiuse il 7 dicembre. Anche altre Regioni hanno già emanato le loro delibere, quasi tutte prima della proposta di Azzolina.

In Lombardia si dovrebbe rientrare a scuola il 14 settembre, mentre in Toscana la data prevista era quella del 15, così come in Emilia-Romagna, sulla base di una vecchia delibera. La Provincia autonoma di Bolzano, invece, prevedeva un rientro anticipato al 7 settembre, potendo così chiudere le scuole per più di una settimana per le vacanze di carnevale. In Friuli Venezia Giulia la data prevista era quella del 16 settembre, ma nel caso in cui venisse confermata la data del 20 e 21 settembre per le elezioni regionali, quanto previsto dalla precedente delibera sembrerebbe un'ipotesi da scartare. In Veneto si prevedeva l’inizio l'11 giugno, ma il presidente Luca Zaia ha confermato che la data più probabile per il rientro in classe sarà quella nazionale del 14 settembre.