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Quando arriverà il picco dei contagi da coronavirus e quando potremo tornare alla normalità

Quando supereremo il picco di contagi? Tra gli esperti si discute sull’aumento dei nuovi casi di coronavirus che il nostro Paese soffre da qualche settimana, se si tratti di una recrudescenza della seconda ondata o se sia una fase successiva. Gli scienziati sembrano però concordare su una cosa: i contagi continueranno ad aumentare (arrivando potenzialmente al doppio di quelli che registriamo oggi) fino a fine marzo. Perché inizi a scendere anche la curva dei decessi, invece, bisognerà aspettare di più.
A cura di Annalisa Girardi
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La situazione epidemiologica in Italia continua ad essere molto grave, specialmente per l'impatto delle varianti del coronavirus sulla curva dei contagi che da diversi giorni fa sì che si registrino circa 20 mila nuovi casi al giorno. Il governo sta valutando diverse misure per frenare la nuova ondata, la terza ormai, e il processo di riapertura sembra sempre più lontano. Ma quando supereremo il picco di contagi, secondo gli esperti?

Quando arriverà il picco dei contagi

Tutti sembrano concordare sul fatto che raggiungeremo il picco per fine marzo. "La terza ondata  è in corso. Possiamo anche considerarla come un forte rigurgito della seconda ondata, comunque questa fase è iniziata intorno al 20 di febbraio e andrà avanti, presumibilmente, fino a fine marzo. E secondo i modelli matematici, che hanno comunque un margine di errore, potremmo arrivare anche fino a 40mila casi al giorno", ha commentato il virologo Fabrizio Pregliasco. Dalle sue spiegazioni capiamo che un'ondata, secondo i modelli matematici studiati e le informazioni raccolte nell'ultimo anno di pandemia, dura all'incirca 40 giorni. E che i contagi giornalieri, prima di iniziare a diminuire, potrebbero anche raddoppiare rispetto ai numeri che registriamo adesso.

Fonte: Our World in Data
Fonte: Our World in Data

Anche secondo l'infettivologo dell'Università Cattolica e il Policlinico Gemelli, Roberto Cauda, la terza ondata dovrebbe raggiungere il suo apice a fine marzo. Più precisamente, secondo i modelli matematici il picco è atteso tra il 20 e il 22 marzo, anche se queste date potrebbero variare a seconda delle restrizioni che vengono adottate.

Quando inizieranno a diminuire i decessi da Covid

Questo per quanto riguarda i nuovi positivi. Per i decessi, invece, già la scorsa primavera abbiamo visto come questi siano iniziati a diminuire solamente settimane e settimane dopo il raggiungimento del picco. L’Institute for Health Metrics and Evaluation, dell'Università di Washington e Seattle, fa delle previsioni diverse: secondo il centro di ricerca statunitense la curva dei contagi nel nostro Paese dovrebbero iniziare la discesa già verso il 10-11 marzo (quindi in questi giorni) e i decessi diminuiranno poi solo da inizio aprile, quindi tre settimane più tardi. Secondo i modelli citati dagli scienziati italiani è quindi invece probabile che inizieremo a contare meno vittime solo dalla fine di aprile.

Fonte: Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME)
Fonte: Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME)

Quando si tornerà alla normalità

Ma quando si tornerà quindi alla normalità? Secondo Giovanni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, ci vorranno almeno 7 – 15 mesi. Sulla stessa linea anche Pregliasco, secondo cui ci vorranno almeno tra i 7 e i 13 mesi per tornare a vivere come facevamo prima che scoppiasse la pandemia di coronavirus. Questo dovrebbe essere il tempo necessario per raggiungere l'immunità generale, grazie ai vaccini. Per vedere però un primo impatto della campagna vaccinale, però, basterà che sia stato immunizzato il 30% della popolazione, partendo ovviamente da quella più a rischio.

C'è però anche chi avverte sui rischi di una quarta ondata: è il caso del fisico Giorgio Parisi, presidente dell'Accademia dei Lincei. Che sottolinea come con le misure anti-contagio attualmente in vigore e senza ulteriori interventi i nuovi casi rischiano di raddoppiare in meno di due settimane. E guarda già al prossimo anno, avvertendo che se dovessero spuntare nuovi varianti resistenti ai vaccini attualmente sul mercato bisognerebbe preparare una campagna vaccinale di richiamo già tra dicembre 2021 e gennaio 2022.

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