Quali sono le basi militari USA in Italia che l’Iran potrebbe colpire con i suoi missili
Ora che la tregua tra Iran e Stati Uniti è ufficialmente terminata, tornano a crescere anche le tensioni militari tra i due Paesi. E, da parte americana, aumenta la preoccupazione per eventuali interventi in Europa. Negli ultimi giorni ha creato agitazione un'indiscrezione del Financial Times: citando due fonti anonime che sarebbero vicine al regime di Teheran, il quotidiano britannico ha affermato che l'Iran starebbe valutando di colpire anche gli obiettivi militari statunitensi che si trovano in alcuni Paesi europei. Come fatto in passato, ad esempio, in Kuwait e altri Paesi del Golfo.
Su questa presunta intenzione non sono arrivate conferme né smentite ufficiale. Per fare chiarezza, bisogna sapere innanzitutto qual è la distanza che i missili iraniani possono coprire e quali sono le basi statunitensi in Europa e in Italia potenzialmente a rischio. Ecco quali sono le più note e quanto lontano può bombardare Teheran, a quanto ne sappiamo.
Le basi militari degli Stati Uniti in Italia
Le fonti citate dal Financial Times hanno parlato di "Paesi del Sudest europeo" come Bulgaria e Cipro. Il motivo è che la gittata dei missili iraniani potrebbe minacciare, ad esempio, la base di Bezmer, in territorio bulgaro (a meno di 2mila chilometri dal confine iraniano), o quella britannica ad Akrotiri, a Cipro (a 1.800 chilometri da Teheran e già attaccata a marzo con un drone). Allo stesso modo, la Turchia era già stata oggetto di attacchi sempre intercettati e respinti dai sistemi NATO, e nello stesso raggio ricadrebbero anche Creta e Romania.
Le basi statunitensi in Italia sono numerose, anche perché il nostro è uno dei Paesi dove gli USA hanno stanziato più militari. Secondo dati ufficiali aggiornati a marzo 2026, ci sono 12.783 soldati americani in Italia. È il quarto Stato in assoluto, dopo Giappone (55mila), Germania (37mila, ma a maggio è stato annunciato il ritiro di 5mila di loro) e Corea del Sud (23mila). Per fare un confronto, 4mila militari statunitensi si trovano in Spagna, e in Francia ne risultano appena 82. La classifica potrebbe cambiare se si considerasse il numero di soldati in rapporto alla popolazione di un Paese: per esempio, in Bahrein sono stanziati 3.151 militari su una popolazione che supera di poco il milione e mezzo di persone; in proporzione, è come se in Italia ce ne fossero ben più di 100mila.
I dettagli degli accordi tra Italia e Stati Uniti, che risalgono agli anni Cinquanta, sono per la maggior parte segreti. La posizione di alcune basi militari, però, è ben nota. Naturalmente ci sono strutture che hanno una maggiore importanza strategica e operativa rispetto ad altre. Ecco un elenco delle basi che conosciamo, e una mappa con quelle considerate più importanti:
- Solbiate Olona (Varese)
- Ghedi (Brescia)
- Camp Ederle e Caserma Del Din (Vicenza)
- Motta di Livenza (Treviso)
- Aviano (Pordenone)
- Poggio Renatico (Ferrara)
- La Spezia
- Camp Darby (Pisa)
- Gaeta (Latina)
- Napoli
- Taranto
- Sigonella (Catania)
Quanto possono arrivare lontano i missili lanciati dall'Iran
Una questione centrale è quanto lontano possano effettivamente arrivare i missili iraniani. Ad esempio, Sigonella si trova a poco meno di 2.600 chilometri in linea d'aria dal confine iraniano più occidentale (quello con la Turchia) e a oltre 3.300 chilometri da Teheran; numeri simili alla base di Gaeta. Taranto è più vicina all'Iran di circa 250 chilometri. Per Aviano la distanza aumenta: quasi 2.700 chilometri dal confine, quasi 3.500 dalla capitale.
L'esatto limite della gittata dei missili balistici che Teheran ha in dotazione è segreto. È noto che l'Iran ha un ampio arsenale balistico. I cosiddetti missili a corto raggio possono arrivare fino a mille chilometri, mentre quelli a raggio medio e intermedio coprono distanze molto superiori. La categoria successiva è quella dei missili intercontinentali, ma solo Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, India, Israele e Corea del Nord ne posseggono.
L'Iran, a quanto si sa, si è concentrato soprattutto sui missili a corto e medio raggio. Per molto tempo, si è stimato che la distanza massima raggiungibile fosse per Teheran di circa 2000-2.500 chilometri. Negli ultimi mesi invece sono arrivate rivendicazioni e presunte dimostrazioni di uno specifico tipo di missile, il Khorramshahr-4, che con alcune modifiche potrebbe arrivare fino a 4mila chilometri. Sono misure che, però, non trovano conferme ufficiali ad oggi.
Il 20 marzo 2026, l'Iran ha lanciato due missili verso la base congiunta USA-Regno Unito sull'isola Diego Garcia, che si trova nell'oceano Indiano. La distanza coperta è stata di circa 4mila chilometri. Secondo molti analisti, però, quel lancio ha avuto più che altro valore dimostrativo.
Dei due missili lanciati, uno si è rotto durante il volo e l'altro è stato facilmente intercettato e distrutto dalle difese statunitensi. Visto che non ci sono prove che sia stato sviluppato un nuovo tipo di missile, l'ipotesi più probabile è che l'attacco si sia svolto con un ordigno modificato appositamente. I missili balistici sono trasportati su un razzo per buona parte della loro traiettoria, poi si sganciano e continuano il volo fino al bersaglio: più grande è potente è il razzo, più può andare lontano (quelli intercontinentali escono dall'orbita terrestre); dall'altra parte, però, tanto più pesante è il missile, tanto minore è la distanza che riesce a coprire. Per allungare la gittata di un missile balistico, quindi, bisogna alleggerire il colpo, ma questo fa calare la precisione e porta una serie di complicazioni tecniche (e costi aggiuntivi) nella realizzazione.
Presumendo che l'Iran abbia tentato di colpire un obiettivo a 4mila chilometri di distanza modificando un missile già esistente, non si tratterebbe di una strada che l'esercito può percorrere regolarmente, né con la certezza di colpire in modo preciso. Per di più, un lancio di pochi missili su uno spazio aereo pesantemente controllato come quello della NATO verrebbe con tutta probabilità intercettato. Come detto, però, sulla questione non ci sono risposte ufficiali, visto che si tratta di segreti militari.